re: il Cammino di Santiago giorno 11 20.08.2017

Oggi siamo statici, nel senso che non si pedala ma si corre, un lunghissimo di 28K.

Come ogni Maratona, un lunghissimo ha anche lui la sua storia.

Una cosa che ho definitivamente compreso è che i lunghissimi che facevo nelle tapasciate che non avevano la distanza prevista es.: un 16K e un 12K in cui prima facevo un giro e poi l’altro, non fanno per me.

Arrivare in fondo ad una meta e dover cominciare di nuovo, psicologicamente mi smonta ed ecco perché spesso in passato ho corso dei lunghissimi mediocri.

Mi piace partire ed al limite fare 14K in andata e 14K in ritorno, ma non aggiungere giri vedendo gente che li ha finiti e quindi andando ‘fuori di testa ‘

Mi piace correre da solo, e il lunghissimo lo trovo un lungo momento di una moltitudine di pensieri e di mettere in silenzio il cervello, cin qualche mantra ripetuto per N volte e sempre al ritmo con cui poi correre.

Sembra strano, ma la cadenza che metto nel cervello pensando al Mantra riesce a farmi tenere, e qui si parla di ore, la cadenza e/o il passo che devo tenere.

Mi interessante è anche poterli fare in posti diversi, ma con le dovute accortezze (rifornimento di acqua ad esempio) posso farlo sul Naviglio andando per 14 e tornando per altrettanti.

Qualche voce dice che bastano anche pochi lunghissimi per correre una Maratona ma sempre di più credo non sia vero.

Il lunghissimo fatto bene è fondamentale e oggi per me è stato così, un bel lunghissimo.

re: il Cammino di Santiago giorno 10 19.08.2017

Quante strade, quanti posti.

Questo ultimo, dopo 3 giorni da oltre 100 chilometri al giorno, con l’albergo in cui sono è quasi davanti alla Stazione dei treni.

L’albergatore mi avvisa che la strada per Bordeaux in bici è molto trafficata e decido quindi di prendere un comodo treno ed andare a Bordeaux.

Dico comodo perché la Francia ha particolare attenzione per i ciclisti e sui treni ci sono appositi spazi per le biciclette, comodissimi, perfetti!

Arrivo a Bordeaux che non conoscevo per nulla e trovo una splendida città, con una calma esemplare e la gente, di tutte le razze sorridente.

Sono andato a fare il timbro alla Cattedrale e c’era un Matrimonio, un bel segno di fortuna vedere la sposa, per la tradizione Greca.

Da li mi hanno mandato alla casa del Pellegrino dove due arzilli signori mi hanno ospitato offrendomi come prima cosa un bicchiere di vino! Siamo a Bordeaux, che altro 🙂

Ed ecco che ho preso la Carta del Pellegrino del Cammino di Saint-Jacques con il timbro e che oltre al libricino dove mi hanno apposto gli altri, sarà con me in questo viaggio.

Sono a metà strada, con le gambe che hanno fatto un rodaggio eccellente.

Prima di alloggiare in hotel/appartamento di proprietà di una famiglia Greca, sono andato in un negozio di Running per chiedere quale sarebbe stato il tratto consigliato per il lunghissimo di domani.

E li ho incontrato una bella persona, Laurent con cui abbiamo scambiato chiacchiere, indirizzi e regali.

Del resto siamo una tribù e come tali ci si aiuta l’un con l’altro!

Gran bella cosa!

re: il Cammino di Santiago giorno 9 18.08.2017

Dopo la durissima giornata di ieri, oggi sapevo lo sarebbe stata ma ho deciso di fare al massimo 80K.

Sono partito da Angoulême a buon ora ed è iniziato il “calvario” del su e giù, che spezza davvero fiato e gambe.

Ma non bastava, ci si è messo anche il tempo a fare le bizze e prima pioggia forte e dopo un temporale con grandine mi hanno fatto fare tante docce dove non c’era nessun punto del mio corpo asciutto.

Mi è venuta alla mente:

A hard rain’s A-gonna fall – Bob Dylan

Esattamente la fotografia del momento.

Sacche della bici hanno invece tenuto il diluvio universale perfettamente. Evviva!

Particolare che durante le “docce” mi è venuta e restata nella mente la Gazza Ladra di Gioachino Rossini, La Gazza Ladra di Gioacchino Rossini.  Opera di grandissimo valore che fino da piccolo mi ha conquistato.

 

Dopo 25K la graditissima sorpresa di trovare una “Via Verde” che ha pochi dislivelli ed è fatta proprio per le bici, progetto che fa parte della EURO 3 e che senza sapere mi sono trovato per ben 40 chilometri, in cui ho volato alzando tutte le medie e quasi riposandomi.

Ad un certo punto del viaggio sulla sinistra un cimitero e vedo un Piramide dentro. Non ho potuto non fermarmi e sono andato a vedere.

Una Piramide vera, in miniatura naturalmente dove dentro leggo che c’è il Signor Guy Battu.

Devo dire che fa un effetto particolare trovarsi un monumento così nel mezzo delle colline francesi, ho fatto qualche foto e poi sono andato a cercare notizie di questa persona.

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Era Guy Battu che, “per introdurre un po’ di armonia nel disordine del mondo”, desiderava avere la sua futura e ultima dimora costruita per riposare con sua moglie Claudine.Ispirazione dallo storico greco Herodotus.Francis Nezereau è riuscito a concepire la sua architettura e Michel Poulailleau, un muratore, lo ha reso reale.Jacky Jousson, artista, ha assicurato l’ornamento. Il posto è, a dir poco, molto nobile, ma soprattutto sorprendente.

L’epitaffio dei due abitanti futuri può essere letto: “Non dire che hanno perso la vita, dì che l’hanno restituita”.Una bella lezione di filosofia.

Purtroppo la “Via Verde” è terminata e sono arrivato con le ultime forze a Coutras dopo avere fatto ancora 100K.

 

Dati tecnici:

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Due cose che i ciclisti di esperienza sanno benissimo, ma io come neofita sto imparando.

Mi porto dietro una borraccia di acqua e nello zaino anteriore 3 bottigliette, quindi un totale di 2 lt. Quì non fa caldo ma bevo tutto e a volte acquisto una bottiglietta o due per strada, di solito arrivo che non ho quasi più acqua. Mi ricordo che DEVO bere, e lo faccio costantemente senza avere dei tempi come la corsa (es ogni 5K nelle gare) ma viene in mente e allora anche se non ne desiderio bevo. E’ indispensabile farlo sempre.

Stessa cosa vale per il mangiare, ora non so se le calorie che conta il Garmin siano effettivamente quelle, nel caso di oggi 2547 C come scrive il pannello, me devo dire che dopo una colazione molto abbondante e quì in Francia è facile con le Petit Dejeuner, dopo ho con me qualche biscotto, molta frutta, oggi ad esempio ho mangiato due mele, due pesche ed una banana e anche li spesso faccio il pieno, mai tanto ma costante.

Ho già provato cosa significa rimanere senza benzina in bicicletta e l’effetto è sconvolgente perchè di punto in bianco non ne hai più, per te, per tutti. Non riesci quasi a fare una pedalata, tremi, insomma, una sensazione davvero spiacevole.

Mangiare costantemente, in particolare stando sulla sella così tante ore è indispensabile.

Se poi capita di fermarsi in una Boucherie quì in Francia, l’imbarazzo della scelta per un “tirami su” immediato. E ci vuole!

Fermarsi ogni tanto fa altrettanto bene, specie se si è inzuppati.

re: il Cammino di Santiago giorno 8 17.08.2017

Questo oggi essendo da solo, bravo me lo dico io direttamente.

In realtà me l’ha detto anche l’unico ciclista che ho incontrato in quasi 7 ore di bici. Un bel Bravò in Francese.

1250 mt di dislivelli, avevo paura dei Pirenei ma sto allenandomi in un su e giù continuo, un paio di volte mi sono dovuto fermare e spingere la bici, una volta mi sono seduto su una panchina ed istantaneamente addormentato sul tavolo!

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Giornata dura, almeno 10 ho detto basta, ma non so, già da due giorni avevo desiderio di venire in questo posto (Angoulème) e alla fine ci sono arrivato.

Ho “sognato la Pianura Padana” ma le colline francesi offrono spunti incantevoli. Per due ore non ho incontrato nessuno e viaggiato in mezzo alla foresta, bello sentirsi davvero soli, fa bene.

Dati tecnici:

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re: il Cammino di Santiago giorno 7 16.08.2017

Giornata immersa nelle colline francesi, fra saliscendi continui che le gambe a un certo punto rifiutano 🙂

Animali di tutte le tipologie, tanti falchi che sono curiosi e girano in alto in continuazione.

Ho ‘costruito’ la mia ‘casa’ in riva al fiume Vienna e il tramonto è uno spettacolo.

Oggi la solitudine e il silenzio sono state le tracce più importanti della giornata.

Dati tecnici:

Contrariamente al percorso di ieri non ci sono segnalazioni salvo una targa all’entrata di un paese che scrive che questo è il Cammino dei Pellegrini.

GPX necessario, ma ho incontrato una coppia di Köln che non aveva nulla salvo che una buona carta geografica.

re: il Cammino di Santiago giorno 6 15.08.2017

Dopo le stupidaggini, in termine di sforzi gratuiti di ieri oggi ho deciso che non avrei mai ‘alzato il gomito’ in gergo ciclistico non so come si dica ma in ogni caso non avrei spinto le gambe, avrei pedalato senza spingere troppo, nel caso invece rallentavo.

E così è fatto, naturalmente vento contro tutto il viaggio, ma ho cominciato ad andare verso SUD ed è una soddisfazione…. è come scendere, vero la Spagna, anche se la strada è ancora molto lunga.

Considerando gli acciacchi di ieri non è andata male, non ho sofferto, ho incontrato altre due pellegrine questa volta americane ma non mi sono fermato perchè volevo andare avanti il più possibile.

Il ricordo di oggi sopra a tutti, viaggiando fra colline, sono stati gli odori, i profumi della terra, degli alberi, della natura, delle case, del legno, dell’acqua.

Ho realizzato che era davvero un bel pò di tempo che non sentivo gli odori oltre ad aver passato diversi campi di Girasoli, il mio fiore preferito.

Bella giornata, di solitudine e silenzio, a parte le ruote delle bicicletta.

Mi trovo in un paese deserto (Chatellerault), è Ferragosto anche quì in Francia tutti sono in giro.

Dati Tecnici:

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Strade in alita e discesa, tutte segnate questa volta con lo stemma a conchiglia del Cammino e la scritta Sandiberique. E’ la prima volta.

Mi sono perso, ma solo per mia distrazione ed ho fatto 15 K di strada normale per poi rientrare su quella del Cammino.

Non ci sono ancora strade apposite ma sono tutte strade secondarie con poco traffico.

Inutile poi ricordare che i Francesi prestano particolare atenzione ai ciclisti.

re: il Cammino di Santiago giorno 5 14.08.2017

Dopo BEN due giorni fermo, si riparte.

Necessario fermarsi per correre un giorno il lunghisismo e non fare altro, ma sembrano tanti.. 🙂

Oggi sembrava un cosetta da nulla, raggiungere TOURS ma come sempre quando si pensa che qualcosa è facile, diventa difficile, specie se ci mettiamo a fare le corse in bicicletta anzichè un semplice tour.

Provocato da un ciclista scarico che non appena lo raggiungevo cominciava a pedalare forte staccandomi e cominciando N volte a guardare dietro non ho resistito e mi sono messo a correre anche io.

Alla fine l’ho passato, quando pensava di avermela fatta l’ho colto di sorpesa ma questa giornata è costata tanto in termini di energia, muscoli e testa.

A Tours sono andato direttamente alla Cattedrale dove mi hanno messo il secondo timbro. Una chiesa meravigliosa con tantissime Madonne, e domani è la Sua grande festa.

All’uscita ho incontrato un pellegrino, perchè mentre si incontrano davvero tanti e tanti ciclisti che percorrono la Loira con borse, zaini e perfettamente organizzati, non avevo ancora incontrato un pellegrino, e dal Giappone.

Abbiamo scambiato qualche parola, non parla quasi nessuna lingua eccetto il Giapponese, io ho cercato di tirare fuori qualche vocabolo, lui qualcuno in Inglese e ci siamo capiti 🙂

La Loira di sera è magica:

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Dati tecnici:

Screenshot (7)

 

Il percorso si stacca dalla Loira per andare sulle colline un paio di volte, due salite dure, una fatta a piedi spingendo la bici.

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