re: RomaOstia – 21k – 26 Febbraio 2012

Domenica inizia la stagione, dopo 2 mesi di allenamento partito la vigilia di Natale.

Non mi sento un atleta agonista o con la pretesa di fare chissà che cosa, ma mi sento un atleta agonista, pieno di energia e voglia di fare sempre meglio! 🙂

Inutile girarci intorno, quando si scende in pista l’agonismo viene fuori e si iniziano a recriminare i panettoni di troppo, le feste, i biscotti e tutto quello che non ti fa perdere peso… anzi :-/

Tutte le persone che ho intorno ad aiutarmi in questo periodo difficile mi dicono che non devo pensare al peso in questo momento, ed in effetti lo sto cercando di fare… ma quei 3 chili di troppo pesano tanto sulle prestazioni che non vedo l’ora di ritoglierli e come dice il grande Enrico Arcelli, “dopo i 60K settimanali, il peso scende sempre” ed in effetti la settimana scorsa ne ho corsi 67 e 600 e 8 etti li ho spazzati via…. 🙂

E’ bello riscendere in pista in una gara così aperta come la RomaOstia, dritti dall’EUR fino in fondo al Mare di Ostia.

L’ho corsa 2 anni fa, desiderando fare un tempone e come al solito sbagliando, nell’emozione. La colazione TROPPO abbondante che mi sono portato fino ad Ostia tirando qualche “””” durante il percorso.

Ero con Fulvio (Massini) quella mattina, e quando mi ha visto mangiare due rosette di pane, in perfetto Toscano mi ha detto ” ma quanto stai mangiando?” ed era vero… l’emozione e il pensiero avevano preso il sopravvento e per colmarli il mangiare era li davanti, allettante…. senza pensarne le conseguenze.

Tanti dicono che bisogna rimpinzarsi, con 100g di pasta e altro e altro e altro, ma nella mia piccola esperienza ho imparato che serve un quinto di quello che pensiamo generalmente.

Quindi quando penso al mangiare… ora divido per 5 e ci sono!

Questo inizio stagione non ho pretese, sono felice di stare in piedi, di partire e di condividere questa esperienza con un amico, Ezio, che sentirà quanto è CALDA ROMA confronto alla fredda Milano. Una bellissima esperienza, alla quale non vedo l’ora di esserci, da domani!

Buone corse a tutti, e buona RomaOstia a chi la corre, tutta di un fiato, piena di gioia ed orgoglioso di esserci!

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re: 5 anni – 5 years

Oggi sono passati 5 anni da quando ho avuto l’infarto.

Era una mattina, dopo 4 giorni che ogni volta che uscivo fuori mi faceva male tutta la parte sopra del torace e rientrando a casa passava un po ma faceva male.

Un dottore irresponsabile di Opera, due giorni prima, quando gli ho detto i sintomi, mi dice che è una bronchite e magari, giusto per un controllo, mi dice di fare un ECG. Guarda la sua agenda e quella del suo collega ed era impegnato per 3 giorni, quindi mi dice, con calma, tanto è solo un controllo. Appuntamento 3 giorni dopo (un giorno dopo l’infarto!) Mai fidarsi dei medici irresponsabili!

Quindi quella mattina alle 4:00, dico ad Elisabetta che non mi sento per niente bene e che è meglio che vada all’ospedale. Mi sembrava di avere un camion sopra lo sterno e lei mi dice “ti accompagno?” e io dico, ma no, c’è da aspettare un sacco di tempo al PS e di certo mi daranno qualche pillola per questa bronchitaccia (ero sempre convinto, dall’irresponsabile, che fosse una brutta bronchite) tu porta pure i bambini a scuola.

Esco fuori, un male fortissimo, salgo in auto e arrivo al PS con una sigaretta accesa e nel momento che entro dico “basta, la spengo, e qualunque cosa abbia, questa è l’ultima!”

Così è stato!

Entro la infermiera mi guarda storta (4 del mattino!) e io le dico “Guardi, ho una forte bronchite, lo so che è notte buia, ma ho un male talmente forte allo sterno che non resisto” lei mi dice ” ma alle 4 del mattino perchè non state nel vostro letto….

Poi mi misura la pressione, ed io insisto con la bronchite, ma ad un certo punto, mentre me la sta misurando, diventa bianca come il camice… va di la e dice al microfono “codice rosso, codice rosso” e ritorna indietro facendo diventare bianco anche me… ma non capivo cosa stesse succedendo… 5 minuti dopo, con l’ECG, avevo capito tutto, era un infarto in corso…

La sensazione che si prova quando si è messi così e si capisce che è il cuore che non va più, non credo si possa raccontare con precisione, posso solo dire che è come spegnersi e il cuore è davvero il nostro principale motore perchè si sente forte quando non funziona bene tanto che un po dopo ho chiamato al telefono Elisabetta dicendo di venirmi a salutare perchè stavo morendo e volevo dirle dove erano tutte le varie cose che si lasciano quando si muore.

Non ero pronto alla morte ma memore di quella di mio Padre, così tempestiva e senza assolutamente averne la minima preparazione (aveva 47 anni) qualche cosa l’avevo preparata, anche perchè avendo anche Elisabetta malata, mai avrei voluto che i nostri figli rimanessero senza nulla, della morte improvvisa dei genitori.

Questo è successo a me a alla mia famiglia quando è morto mio padre.

Sono entrato in sala operatoria dove ho conosciuto una persona meravigliosa, medico bravissimo, donna di grande classe, Patrizia Presbitero, che desidero sempre ringraziare per l’umanità e la energia che mi ha dato in quei momenti e in tutto il “dopo” che nel caso di un uomo di 47 anni cha ha l’infarto è arduo da digerire, psicologicamente che fisicamente.

Mi hanno dato 8 medicine al giorno da prendere, d’improvviso, da un momento all’altro, mi sono sentito un malato, a furia di caramelle per non desiderare di fumare sono arrivato in pochi mesi a 110 chili e 6 etti, passando attraverso una depressioncina con 20 giorni di XANAX per stare tranquillo e poi improvvisamente per effetto delle benzodiazepine “sbottare” una sera con la mia Famiglia di un umore che non dimenticherò mai e che mi hanno poi fatto prendere libri medici sullo XANAX dove ho capito che in una bassa percentuale di pazienti l’effetto può essere quello che ho avuto, terrificante!

Dal 20 Febbraio all’ 11 Settembre (quasi 7 mesi) è stato tutto quanto sopra, con i bambini, Elisabetta, il lavoro, la fatica di riprendere e ti tornare a pensare di essere un normale uomo e non un malato da buttare via.

Poi l’11 di Settembre è scattata una molla, una lampadina, un forte desiderio di ricominciare. Come farlo?

Avverando un desiderio che fin da ragazzo avevo e che non mi aveva mai “mollato”. Correre.. diventare un atleta, perseguire il sogno che da piccolo avevo e che il lavoro in età così giovine, come tanti altri, mi aveva portato via, : diventare un Maratoneta!

E così sono entrato da Decathlon mi sono spogliato dai vestiti di vecchio malato (taglia 60 e ne ho ancora uno) e mi sono comperato un bel paio di scarpe (Reebok) dei pantaloncini ed una maglietta e sono uscito a correre.

Da quel momento è cambiata la mia vita e oggi, di cinque anni fa, nonostante abbia rischiato di morire, questo giorno (20.2.2007) ha cambiato completamente la mia vita, dandomi quella grandissima soddisfazione di essere diventato un Maratoneta!

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Today 5 years have passed since I had the heart attack.

It was one morning, after 4 days every time I went out I was sick all over the chest and when I was back in home a little bit bettere!

An irresponsible doctor in Opera, Milano, two days before, when I told him the symptoms, he say it is bronchitis and maybe, just for a check, tells me to do an EKG. Look at his agenda and the one of his colleague that was engaged for 3 days, so he said, quietly, is just a check. I get the appointment three days later (one day after the heart attack!) Never trust the doctors irresponsible!

So at 4:00 that morning, I say to Elizabeth that I do not feel well at all and that I better go to the hospital. I seemed to have a truck over the sternum, and she says “I’ll take you?” and I say, no, there’s a lot of time to wait at he first aid hospital and certainly they will give me some pills for this bronchitis (I was always convinced, by the irresponsible, it was a bad bronchitis) Get the kids to school!

I step outside, strong bad, I get in the car and arrive at the first aid hospital with a lighted cigarette, and that by the time I say “enough, I turn it off, and whatever I have, this is the last!”

So it was!

By the nurse looks at me crooked (4 in the morning!) And I say “Look, I have a bad case of bronchitis, I know it’s dark night, but I have an evil so strong that the sternum can not resist,” she says, “but at 4 in the morning why you’re not in your bed ….

Then she measure the pressure, and I insist with bronchitis, but at some point, with me being measured, it becomes white as the coat went immediately to the microphone and says “red code, red code” and I get white in my face as well quite scared, I did not understand what was happening … 5 minutes later, with the EKG, I understood everything, I had a heart attack in progress …

The feeling you get when you are bin this situation is hard to explain. I can just say that our heart is really our main engine. I phoned Elizabeth saying to come and say goodbye because I was dying and wanted to tell her where were all the various things that are left when you die. (godwill and so on)

I was not ready to die, but reminiscent of that of my Father, (he was 47 years old) I had something prepared, but also because having Elizabeth sick, I never wanted our children to remain without anything, the sudden death of their parents.

This happened to me and my family when my father died.

I entered the operating room where I met a wonderful person, very good doctor, a woman of great class, Patricia Presbitero, I want to always give thanks for humanity and the energy she gave me at such times and in all “after that” in the case of a man aged 47 that has an heart attack is difficult to digest, psychologically and physically.

They gave me 8 pills a day to take, suddenly, at any moment, I felt a sick man, eating candy for not wanting to smoke in a few months I came to 110 Kg, passing through a depression with 20 days of XANAX to feel comfortable and then suddenly the effect of benzodiazepines “blurt out” one night with my family in a mood that I will never forget and that I later went out to take medical books on XANAX where I realized that in a low percentage of patients the effect can be as I felt, the contrary of what XANAX shoud make.

From February 20 to ’11 September (almost 7 months) was all of the above, with the children, Elizabeth, the work, the effort to resume and you think back to being a normal man and not a sick person to be thrown away.

Then the September 11 has taken a spring, a light bulb, a strong desire to start. How to do it?

A wish coming true that I had as a boy and that I had never “let go”. Running .. become an athlete, pursuing the dream that I was a child and that the work in so young age, like many others, I had taken away, to become a Marathon!

And so I went to Decathlon I stripped the clothes of the sick old man (size 60 and I still have one) and I bought a nice pair of shoes (Reebok) shorts and a T-shirt and went out to run.

From that moment changed my life and now, five years ago, although he almost died, this day (02/20/2007) has completely changed my life, giving me the great satisfaction of having become a Marathon!

re: 23^ LA LODIGIANA – 30K – Villa Braila, Lodi LO

Stamattina alle 8:00, con una temperatura decente +2° un lunghissimo nel Lodigiano.

Ero partiro male perchè stanotte erano le una del mattino prima di chiudere gli occhi e i primi 5K di percorso davano adito a pesanti riflessioni…. specie sotto la suola delle scarpe!, piene di fango e appesantite così tanto da sembrare quei vecchie ferri da stiro in ferro che si usavano una volta…. tutto inluso!

I lunghissimi di inverno sono sempre una incognita, perchè il tempo è sempre incerto e tirarsi fuori dal letto e poi guardare fuori dalla finestra, non ti spronano senz’altro ad uscire in scioltezza.

Comunque sia poi viene la forza, ed il pensiero che i lunghissimi sono davvero necessari per arrivare a correre una Maratona decentemente e senza soffrire per mancanza di allenamento.

A proposito di questo ho incontrato Emilio di Quelli di Rozzano che condivideva le stesse esperienze. C’è chi corre troppo e dopo un pò si rompe, dovuto al fatto che oltre una certa quantità di chilometri la nostra struttura é fortemente sotto pressione e viceversa c’è chi parte per correre una Maratona, non tenengo conto dei lunghissimi e della preaprazione che è necessaria, facendo poi gli ultimi 10 chilometri nella corsa, quella vera e mitica, trascinandosi su se stesso in qualche modo.

Non c’è peggior modo di affrontare la corsa in tutti e due i casi e come sempre l’equilibrio è basilare.

Voglio ringraziare Emilio, nell’aver percorso con me i “tre giri del ristoro” chiamiamoli così, facendoci compagnia, oltre che da ottima lepre! Quanto è importante fare qualche chilometro in compagnia nei lunghissimi, altrimenti non finiscono mai!

E complimenti anche ai ristori, bella gente, allegra e sempre disponibile, come vuole questo mondo dell’atletica, sempre onesto, corretto e gentile, nella sua costante attività.

re: 12° Gir dele Madunine da Umbria’- Ombriano (Crema)

Stamattina sono stato a Ombriano per correre 25K e il termometro segnava – 9 gradi!

All’inizio faceva veramente freddo e verso la fine ho dovuto mettere la mano destra dentro i pantaloni perchë avevo le dita congelate!

Sono stato ad Ombriano la prima volta 3 anni fa, in una giornata stupenda, sempre con la neve ma con un cielo terso a tal punto di vedere tutte le Alpi innevate e gli Appennini. Paesaggio spettacolare della campagna Cremonese.

Devo fare i complimenti all’organizzazione per quanto bravi e professionali siano sorpassando di gran lunga organizzazioni che fanno gare podistiche di mestiere e come mi é successo qualche tempo fa lasciano gli atleti appena arrivati, accaldati e con tanta sete, ad attendere per almeno 30 minuti (in coda!) per avere una bottiglietta di acqua.

Nonostante i nove gradi sotto lo zero, a tutti i ristori ho trovato gente sorridente ed organizzata oltre che i percorsi, che per il maltempo sono stati ridotti a 13 e 18K, per il belissimo e gustoso pacco gara, la cordialitá e la perfetta organizzazione!

Grazie Gruppo Podisti di Ombriano, sono stato veramente contento correre nuovamente li a voi!

http://www.podistiombriano.com/index.html

re: 5 Febbraio 2012 – February 5th 2012

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5 Febbraio 2011 – Oggi è il primo anniversario di Matrimonio dopo 14 anni di vita passati insieme. Un giorno speciale, in un momento speciale della vita in cui i valori erano all’apice e tutto era pieno di essi.

Desidero ricordare in particolare questo giorno per le persone che hanno sofferto e che soffrono, per tutti quelli che la conoscevano e per quelli che non l’hanno mai conosciuta e che attraverso queste poche righe possano farlo, perché sappiano con quanto coraggio questa donna abbia affrontato la lunga malattia che l’ha portata a morire solo 5 mesi dopo quel bellissimo giorno.

Nonostante la malattia e tutto quello che ti porta via, l’amore infinito che ha saputo dare ai suoi figli, in ogni momento con grande equilibrio, serenità e coraggio!

Buon anniversario, dovunque tu sia Elisabetta, che, come abbiamo scritto sulla tua tomba:

Sei….Sempre con noi!

February 5, 2011 – Today is the first anniversary of my Wedding after 14 years of life spent together. A special day in a special moment in life when values were at the top and everything was full of them.

I wish to mention this particular day for people who have suffered and are suffering, for all those who knew her and those who have never known and that through these few lines can do so because they know with what courage this woman has faced the long illness that brought her to die just 5 months after that beautiful day.

Despite her illness and all that takes you away, the infinite love that has been able to give to her sons, at all times with great balance, serenity and courage!

Happy anniversary, wherever you are Elizabeth, who, as we have written on your gravestone:

You are….Always with us!

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