re: 5 anni – 5 years

Oggi sono passati 5 anni da quando ho avuto l’infarto.

Era una mattina, dopo 4 giorni che ogni volta che uscivo fuori mi faceva male tutta la parte sopra del torace e rientrando a casa passava un po ma faceva male.

Un dottore irresponsabile di Opera, due giorni prima, quando gli ho detto i sintomi, mi dice che è una bronchite e magari, giusto per un controllo, mi dice di fare un ECG. Guarda la sua agenda e quella del suo collega ed era impegnato per 3 giorni, quindi mi dice, con calma, tanto è solo un controllo. Appuntamento 3 giorni dopo (un giorno dopo l’infarto!) Mai fidarsi dei medici irresponsabili!

Quindi quella mattina alle 4:00, dico ad Elisabetta che non mi sento per niente bene e che è meglio che vada all’ospedale. Mi sembrava di avere un camion sopra lo sterno e lei mi dice “ti accompagno?” e io dico, ma no, c’è da aspettare un sacco di tempo al PS e di certo mi daranno qualche pillola per questa bronchitaccia (ero sempre convinto, dall’irresponsabile, che fosse una brutta bronchite) tu porta pure i bambini a scuola.

Esco fuori, un male fortissimo, salgo in auto e arrivo al PS con una sigaretta accesa e nel momento che entro dico “basta, la spengo, e qualunque cosa abbia, questa è l’ultima!”

Così è stato!

Entro la infermiera mi guarda storta (4 del mattino!) e io le dico “Guardi, ho una forte bronchite, lo so che è notte buia, ma ho un male talmente forte allo sterno che non resisto” lei mi dice ” ma alle 4 del mattino perchè non state nel vostro letto….

Poi mi misura la pressione, ed io insisto con la bronchite, ma ad un certo punto, mentre me la sta misurando, diventa bianca come il camice… va di la e dice al microfono “codice rosso, codice rosso” e ritorna indietro facendo diventare bianco anche me… ma non capivo cosa stesse succedendo… 5 minuti dopo, con l’ECG, avevo capito tutto, era un infarto in corso…

La sensazione che si prova quando si è messi così e si capisce che è il cuore che non va più, non credo si possa raccontare con precisione, posso solo dire che è come spegnersi e il cuore è davvero il nostro principale motore perchè si sente forte quando non funziona bene tanto che un po dopo ho chiamato al telefono Elisabetta dicendo di venirmi a salutare perchè stavo morendo e volevo dirle dove erano tutte le varie cose che si lasciano quando si muore.

Non ero pronto alla morte ma memore di quella di mio Padre, così tempestiva e senza assolutamente averne la minima preparazione (aveva 47 anni) qualche cosa l’avevo preparata, anche perchè avendo anche Elisabetta malata, mai avrei voluto che i nostri figli rimanessero senza nulla, della morte improvvisa dei genitori.

Questo è successo a me a alla mia famiglia quando è morto mio padre.

Sono entrato in sala operatoria dove ho conosciuto una persona meravigliosa, medico bravissimo, donna di grande classe, Patrizia Presbitero, che desidero sempre ringraziare per l’umanità e la energia che mi ha dato in quei momenti e in tutto il “dopo” che nel caso di un uomo di 47 anni cha ha l’infarto è arduo da digerire, psicologicamente che fisicamente.

Mi hanno dato 8 medicine al giorno da prendere, d’improvviso, da un momento all’altro, mi sono sentito un malato, a furia di caramelle per non desiderare di fumare sono arrivato in pochi mesi a 110 chili e 6 etti, passando attraverso una depressioncina con 20 giorni di XANAX per stare tranquillo e poi improvvisamente per effetto delle benzodiazepine “sbottare” una sera con la mia Famiglia di un umore che non dimenticherò mai e che mi hanno poi fatto prendere libri medici sullo XANAX dove ho capito che in una bassa percentuale di pazienti l’effetto può essere quello che ho avuto, terrificante!

Dal 20 Febbraio all’ 11 Settembre (quasi 7 mesi) è stato tutto quanto sopra, con i bambini, Elisabetta, il lavoro, la fatica di riprendere e ti tornare a pensare di essere un normale uomo e non un malato da buttare via.

Poi l’11 di Settembre è scattata una molla, una lampadina, un forte desiderio di ricominciare. Come farlo?

Avverando un desiderio che fin da ragazzo avevo e che non mi aveva mai “mollato”. Correre.. diventare un atleta, perseguire il sogno che da piccolo avevo e che il lavoro in età così giovine, come tanti altri, mi aveva portato via, : diventare un Maratoneta!

E così sono entrato da Decathlon mi sono spogliato dai vestiti di vecchio malato (taglia 60 e ne ho ancora uno) e mi sono comperato un bel paio di scarpe (Reebok) dei pantaloncini ed una maglietta e sono uscito a correre.

Da quel momento è cambiata la mia vita e oggi, di cinque anni fa, nonostante abbia rischiato di morire, questo giorno (20.2.2007) ha cambiato completamente la mia vita, dandomi quella grandissima soddisfazione di essere diventato un Maratoneta!

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Today 5 years have passed since I had the heart attack.

It was one morning, after 4 days every time I went out I was sick all over the chest and when I was back in home a little bit bettere!

An irresponsible doctor in Opera, Milano, two days before, when I told him the symptoms, he say it is bronchitis and maybe, just for a check, tells me to do an EKG. Look at his agenda and the one of his colleague that was engaged for 3 days, so he said, quietly, is just a check. I get the appointment three days later (one day after the heart attack!) Never trust the doctors irresponsible!

So at 4:00 that morning, I say to Elizabeth that I do not feel well at all and that I better go to the hospital. I seemed to have a truck over the sternum, and she says “I’ll take you?” and I say, no, there’s a lot of time to wait at he first aid hospital and certainly they will give me some pills for this bronchitis (I was always convinced, by the irresponsible, it was a bad bronchitis) Get the kids to school!

I step outside, strong bad, I get in the car and arrive at the first aid hospital with a lighted cigarette, and that by the time I say “enough, I turn it off, and whatever I have, this is the last!”

So it was!

By the nurse looks at me crooked (4 in the morning!) And I say “Look, I have a bad case of bronchitis, I know it’s dark night, but I have an evil so strong that the sternum can not resist,” she says, “but at 4 in the morning why you’re not in your bed ….

Then she measure the pressure, and I insist with bronchitis, but at some point, with me being measured, it becomes white as the coat went immediately to the microphone and says “red code, red code” and I get white in my face as well quite scared, I did not understand what was happening … 5 minutes later, with the EKG, I understood everything, I had a heart attack in progress …

The feeling you get when you are bin this situation is hard to explain. I can just say that our heart is really our main engine. I phoned Elizabeth saying to come and say goodbye because I was dying and wanted to tell her where were all the various things that are left when you die. (godwill and so on)

I was not ready to die, but reminiscent of that of my Father, (he was 47 years old) I had something prepared, but also because having Elizabeth sick, I never wanted our children to remain without anything, the sudden death of their parents.

This happened to me and my family when my father died.

I entered the operating room where I met a wonderful person, very good doctor, a woman of great class, Patricia Presbitero, I want to always give thanks for humanity and the energy she gave me at such times and in all “after that” in the case of a man aged 47 that has an heart attack is difficult to digest, psychologically and physically.

They gave me 8 pills a day to take, suddenly, at any moment, I felt a sick man, eating candy for not wanting to smoke in a few months I came to 110 Kg, passing through a depression with 20 days of XANAX to feel comfortable and then suddenly the effect of benzodiazepines “blurt out” one night with my family in a mood that I will never forget and that I later went out to take medical books on XANAX where I realized that in a low percentage of patients the effect can be as I felt, the contrary of what XANAX shoud make.

From February 20 to ’11 September (almost 7 months) was all of the above, with the children, Elizabeth, the work, the effort to resume and you think back to being a normal man and not a sick person to be thrown away.

Then the September 11 has taken a spring, a light bulb, a strong desire to start. How to do it?

A wish coming true that I had as a boy and that I had never “let go”. Running .. become an athlete, pursuing the dream that I was a child and that the work in so young age, like many others, I had taken away, to become a Marathon!

And so I went to Decathlon I stripped the clothes of the sick old man (size 60 and I still have one) and I bought a nice pair of shoes (Reebok) shorts and a T-shirt and went out to run.

From that moment changed my life and now, five years ago, although he almost died, this day (02/20/2007) has completely changed my life, giving me the great satisfaction of having become a Marathon!

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6 Responses to re: 5 anni – 5 years

  1. Tiziana says:

    Grazie Nicolas,
    per la tua storia raccontata così…senza veli…solo per condividere le tue emozioni, i tuoi pensieri ma credo anche per lansciare traccia di come la vita ci comunica dei chiari messaggi e anche se a volte un po’ troppo irruenti, ci insegna che quasi sempre è attraverso un grande dolore che emergiamo e ci evolviamo…

    Tiziana

    • Grazie a te Tiziana.

      E’ un momento di desiderio nel condividere un pezzo di storia della mia vita che possa essere anche utile ad altre persone, che sono state o che sono malate e che hanno bisogno come tutti i noi di nuova energia e di credere fortemene in qualcosa per tirarsi su di nuovo.

      Un grande dolore a volte ti toglie la forza di rialzarti e ci vuole quell’aiuto nelle cose in cui crediamo e dalle persone che ci vogliono bene, per rimettersi in moto e ricominciare a camminare,

      Ciao!

  2. Simonetta says:

    Grazie Nicolas per la tua bellissima testimonianza… Per me sei sempre un grande esempio, sotto tanti punti di vista! Continua così e non mollare mai!!!!
    Bacioni,
    Simonetta

  3. Simonetta… che dire delle tue belle parole! GRAZIE di cuore e un abbraccio forte!

    Nicolas

  4. Giuseppe Simeri says:

    Ciao Nicolas , grazie per la tua testimonianza , meno di 2 mei fa ho avuto anch’io un infarto , uno di quelli pesanti era il 28 settembre scorso , sono in convalescenza e tu solo puoi immaginare quanti brutti pensieri pasano in mente in questi momenti, ho solo 41 anni e vorrei tanto rinascere ed uscire fuori da uesta brutta situazione , tu con la tua storia mi hai tirato un po su, grazie mille, ti volevo chiedere ma è possibile quindi riprendere a correre? certo non ora , ma magari tra qualche mese? Giuseppe.

    • Caro Giuseppe:

      Grazie di avermi scritto.

      Io ho avuto un infarto che è stato operato con l’inserimento di uno stent medicato.

      Dopo quello un giorno dopo ero in ufficio, con 8 medicine fisse da prendere al giorno e tanto, tanto sconcerto.

      Betabloccanti, farmaci per la pressione e ahimè statine che però il mio corpo non ha voluto saperne e sono stato molto male con altri 5 ricoveri di urgenza nei 4 mesi seguenti.

      Poi una depressione curata con Xanax per 20 giorni e poi l’ho messo nel cassetto come tutte le altre medicine, piano piano.

      Ho iniziato a correre, perdere peso, seguire una alimentazione sana, senza strafare, ma con metodo e disciplina.

      Ora prendo una sola aspirina, anzi, nemmeno, prendo il Cardirene 0,75 perchè anche l’aspirina era “troppo” e sto benissimo.

      Tutto questo lo devo alla mia cardiologa, Patrizia Presbitero, che ha saputo incoraggiarmi in quella che era il mo desiderio, correre e fare attività fisica, scatenandomi…

      Mi disse che il cuore ha propio necessità di quello, è un muscolo, va adoperato per quello e mai fermarsi, anche lui si fermerebbe.

      E così ho fatto, ho portato tutti i valori del colesterolo e dei trigliceridi a livelli mai così bassi nella mia vita, corro 5 volte alla settimana ed ho corso l’ultima Maratona a Chicago il 13 Ottobre e da allora (2007) ne ho corse 10!.

      Quindi non ti resta altro che metterti i calzoncini, prenderti un buon orologio che conta il battito e andare fuori, sentirti, camminare, corricchiare e in ogni caso metterti in movimento, pensando che la nostra mente, la disciplina e la costanza sono la vera libertà e guarigione per noi stessi.

      Buon tutto e una caloroso abbraccio!

      Nicolas

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