re: Sarnico Lovere RUN (da ricordare)

Stamattina ho corso 8K sul tapis, avevo già preso abbastanza pioggia (e grandine) domenica alla Sarnico Lovere. Meno male poca, il diluvio è arrivato dopo la corsa… 🙂

Le gambe erano stecche nei primi 500, anche dopo aver fatto i cinque Tibetani.

Bisogna ricordare la Sarnico Lovere perchè con i suoi sali e scendi è altamente allenante, in particolare per un bel lunghissimo nella preparazione della Maratona.

Inoltre il paesaggio, il silenzio e la natura sono stupendi!

Ho visto un amico ed anche l’organizzatore della manifestazione, Gianni Poli, sempre in gamba, con il suo solito sorriso e quel perenne pensiero che “tutto vada bene”!

E in effetti così è stato! Reduci (Ezio ed io) dal disastro organizzativo della Maratona di Milano dove non ci sono parole (e scuse) per esprimere la vergogna di quanto è accaduto con le sacche, Gianni e la sua organizzazione sono stati perfetti.

All’arrivo, addirittura un tappetino di moquette lungo il percorso per il ritiro dei beveraggi e della provvidente banana, della maglietta (bella!) e del pacco gara.

C’era gente dietro i banchi sorridente, felice di dare assistenza agli atleti!

Grazie Gianni, le gare di atletica dovrebbero essere sempre organizzate e/o ad avere un supervisore come te in modo che accontentino le tante persone che oggi le corrono!

 

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39 anni! Sarnico Lovere Sarnico….

In questi ultimi tempi, confrontandomi settimanalmente con la persona che mi segue la “testa” in questo periodo della mia vita, viene sempre fuori più spesso che la direzione che sto prendendo, dopo 15 anni di attenzione ad un altra persona, stanno vagando dietro nel mio passato andando a ritrovare e ricordare momenti e persone con cui ho giocato, vissuto, lavorato, amato.

Facebook è diventato un alleato incredibile nel trovare le persone, in particolare, di chi come me, è andato qua’ e la vagando per il mondo, fermandosi in tante stazioni, tenendo sempre la base nella sua ma cercando di esplorare i viaggiatori incontrati durante la strada della vita.

E così l’altra sera è piacevolmente stato!

Un contatto nella città dove ho vissuto qualche anno nella mia adolescenza e dove ho fatto anche un anno di scuola, mi ha portato a ritrovare il mio primo amore, il primo bacio dato nell’adolescenza, avevamo 13 anni! le prime carezze, la mano nella mano.

Ricordo che lo facevamo con dietro “Questo piccolo grande amore di Claudio Baglioni”, il “Mio Canto Libero del grande Lucio” o Io Vagabondo…dei Nomadi (oppure proprio io?! 🙂 che suonavano dai jukebox dei bar che frequentavamo e/o uscivano dalle finestre della strada.

E così è stato. Una e-mail facebokkiana, un grande sorriso, due grandi sorrisi, ed eccoci quì nel mezzo delle corse (Sarnico Lovere 26K) ad incontrare Fulvia e Mina che non vedevo da 39 anni!

Inutile dire che non bastano poche ore per raccontare tutta una vita, ma l’effetto di ritrovarsi insieme e raccontare le cose come ci si fosse visti “solo” l’altro giorno, è stato dirompente.

Tante volte dimentichiamo il nostro passato, è difficile raggiungerlo nuovamente, siamo timidi, pigri, non ce la sentiamo di affrontarlo perché abbiamo paura, dei cambiamenti, delle sorprese che non aspettiamo, dell’affrontare.

Ma invece è bellissimo, l’amore e il desiderio di scambiarsi la propria vita, quel sorriso negli occhi, quella voglia di “volare via” .

E poi quelle mani che ancora, dopo 39 anni si sentono ancora, non hanno mai smesso, perché quello era un segnale puro, della nostra adolescenza, senza pensieri, un bel canto libero!

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re: il metodo “Rotta”

Da qualche anno, ho conosciuto una persona in gamba (è il caso di dirlo!) che si chiama Adolfo Rotta, ed  oltre ad essere un bottoniere come lo è stata la mia Famiglia da oltre 70 anni, è il Presidente della Pro Sesto Atletica, della quale faccio parte anche io.

Un giorno, mentre stavo riscaldandomi per correre la Maratona sul Naviglio di cui è l’organizzatore, mi disse una cosa importante:

” Ricorda sempre di fare gli allenamenti e spezzare circa alla metà, andando a passo veloce e facendo tornare il cuore ad un battito sotto i 110 al minuto; dopo riprendi”

E così sto facendo, quando Fulvio mi fa un allenamento di 12 K con varie andature, oppure di 10K o di 30K nel preparare una Maratona, almeno una volta, circa a metà, rallento, prendo un passo veloce e, avendo settato il Garmin ad avvisarmi quando scendo sotto i 109, attendo che arrivi il segnale, ascoltando il mio cuore riprendere fiato e approfittando del momento anche per sciogliere i pensieri e prendere un attimo di relax, anche se la attività podistica dovrebbe essere sempre un relax, questo momento è particolarmente rilassante.

Adolfo mi spiegava, che in base alla sua lunga esperienza agonistica e non, il cuore, l’allenamento, la testa e tutto il nostro corpo, hanno un forte beneficio da questo metodo in quanto è la base di un vero e proprio rinforzo del cuore e di tutto quello che ci gira intorno!

Questa cosa la faccio anche in gara… particolarmente nella Maratona, dove al 30mo, muro dei muri! rallento per bere e mangiare e abbassare il battito del cuore. Riprendo la corsa sentendomi molto meglio.

Grazie Adolfo di aver condiviso questo “metodo” che applico costantemente ogni giorno, ogni allenamento, pensandoti!

re: ma noi non siamo morti!

E’ un po di tempo che penso di scrivere quello che sento dentro in questa situazione, per un bimbo, perdere la Madre e’ una grande tragedia, che cambia per sempre la vita, e per un adulto, rimanere vedovo, a 52 anni, è un altra tragedia, diversa da quella del bambino.

Quando è morta Elisabetta, tanta gente, tante parole, tante ‘frasi fatte’ ci sono arrivate, da tante persone, alcune sincere, profonde, altre solo parole, chiacchiere.

Perché dico questo ?

Lasciando perdere la mia persona, sono grande, seppure anche  un sostegno sia importante , non è indispensabile che arrivi per forza, posso andare a prendermelo
da solo, se ci riesco.

Ma prendiamo un bambino, di 11 anni, che non sa andarsi a prendere da solo quel sostegno e da tutta quella gente, ligia e conformata, piena di parole di sostegno:
‘se hai bisogno….’ ‘ti chiameremo…..’ ‘ faremo…..’ ecc. ecc. ecc., da gran parte dei genitori dei suoi compagni di classe, da tanta gente, al momento, pronta a dare
e/o offrire ‘qualsiasi gesto di solidarietà, pratico e altruistico’.

Spariti TUTTI!

Non abbiamo fatto a a tempo a voltare la testa, a fare un piccolo viaggio, per scappare un momento da questa profonda tragedia che, salvo qualche genitore, si contano sulla punta delle dita di una mano! (e li ringrazio!) Gli altri sono spariti tutti, come se mio Figlio non fosse mai esistito, come se non avessero mai partecipato alle feste di compleanno che ha sempre desiderato condividere giocando con tutti i suoi amici, spariti anche loro, insieme ai genitori!

Sono molto amareggiato, di come le persone, piuttosto di ricordarsi ed aiutare gli altri nei momenti di difficoltà, invece si girino dall’altra parte, facendo finta di nulla per non ‘sporcare ed inzuppare’ la loro vita quotidiana, di nebbia nel vedere, senza comprendere che un bambino è li, VIVO!, che desidera solo affetto ed amore dagli altri, che mai ricompenseranno quello della Madre, ma che non lo faranno sentire morto anche lui.

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