re: Maratona del Naviglio (Mezza Maratona)

Oggi si è corsa la 16ma edizione della Maratona del Naviglio, a Cernusco.

Caldo umido e afoso, è stato il “main theme” della corsa.

Questa è la mia quarta partecipazione, avendo saltato l’anno scorso perché in contemporanea correvo la Maratona di Edimburgo, interamente dedicata ad Elisabetta, a casa nel suo letto,  ma ancora attenta e tifosa!

Mancavo da due anni quindi e non sapevo il percorso fosse cambiato passando per quasi 3 K all’interno di Cernusco.

Va bene se fossimo stati 250 Runners ma con oltre 3000 ed una partenza a collo di bottiglia, questo percorso, a mio parere, è da rivedere.

Nel primo pezzo di percorso inoltre ci sono diverse curve strette, di cui alcune in salita, che fanno pensare più ad un trail che ad una Mezza Maratona.

Il pezzo di sterrato completamente sotto sopra dall’11mo per quasi 3 K che sfascia completamente qualsiasi sogno di gloria che un Runner possa avere, mettendolo in uno stato di precarietà e di difficoltà con gli arti non da poco.

Ultimo ma non meno importante il passaggio a fianco delle bancarelle lungo il Naviglio che guardavano male NOI e altrettanto facevamo noi nei confronti LORO.

Non è possibile organizzare in contemporanea una fiera di chincaglieria in 4 metri, contemporaneamente ad una Mezza Maratona che con i suoi 3000 sfreccia a fianco dei “buyers” e delle bancarelle con tutte le m……. che si possano tirare in una situazione simile.

Ultimissimo….. ma importantissimo manca una medaglia…. un Runner che corre una Mezza Maratona la vuole, e quando arriva al traguardo, non trovarla, lo fa intristire, l’ha corsa, ma  nulla resta, nulla che sia quella che siamo abituati ad avere, LA MEDAGLIA!

Sarà un pezzo di ferro inutile per alcuni, ma non lo è per un Runner, una medaglia è qualcosa che ha un grande valore, di quel momento, di quella prestazione, di quella giornata a cui un Runner si è preparato per tante settimane o mesi e alla quale desidera (VUOLE!:-) ) il giusto riconoscimento.

Anche se il tempo non è stato quello che volevamo, anche se il caldo l’ha fatta da padrone, anche se ed anche se….., la medaglia è il ricordo di quel momento, che rimane per sempre nella nostra vita ed in quella dei nostri figli, e nel ricordo per loro, dei loro padri e/o madri che nonostante tutto loro erano li, ad hanno completato la Mezza Maratona di Cernusco!

Per quanto riguarda la organizzazione nulla da eccepire salvo il fatto che ho avuto qualche perplessità nella cura della parte iniziale, all’interno di Cernusco, che aveva piloni ed altri “ostacoli” lungo il percorso che avrebbero potuto essere pericolosi e auspico non lo siano stati.

Oggi personalmente ho corso un allenamento di 21K, senza avere nessun obbiettivo nei tempi (non era possibile in ogni caso) e con la calma di voler chiudere questa stagione con un bel lungo in mezzo a tanti amici e belle persone.

Fra questi, oltre ad una buona parte della nostra azienda, c’erano Oscar Nani, Ezio e Gigliola Frizziero con cui abbiamo condiviso quanto sopra ed ascoltando con profonda ammirazione quello che Oscar sta preparando nelle prossime settimane, il percorso in bicicletta da Cernusco a Londra in un tracciato per lo più in sterrato, disegnato già dal Medioevo! Grande impresa, grande uomo, tranquillo, pronto per la sfida e con tanta energia addosso, tanto da avere un sorriso perenne negli occhi!

Oggi poi, ho applicato, (a casa sua! :-)) il metodo Rotta! Ben due volte mi sono fermato, in souplesse, durante la gara, attendendo che il cuore tornasse a 109 battiti, per poi ripartire.

Abbiamo poi incontrato l’inventore, Adolfo, che, quasi senza voce, per le sue ore passate al microfono, è stato come sempre splendido nel raccontarci, la corsa, i programmi, la base per una buona riuscita nel fare le cose a modo e per bene.

Ho una grande ammirazione per questo uomo, che nella sua intelligenza e profonda semplicità riesce ad illustrare alle persone ed agli amici, l’enorme apporto che si prodiga a fornire alla comunità dello sport e non solo.

Credo che bisognerebbe prendere costantemente l’esempio da queste persone per far si che i programmi, le strutture, e le organizzazioni, vadano avanti con tanta energia, poche parole e molti fatti! Grazie Adolfo!

Una giornata piena di sport, Famiglie, Bambini e Runners di tutte le età e sesso.

Il piacere di vedere il semplice sorriso nelle persone, che godono di questa semplicità che credo nessuna altra cosa, forzatamente creata, possa dare, come questi momenti, pieni di energia, passione ad amore.

re: torta di pere e cioccolato Vegan

Fino a qualche tempo fa conoscevo ben poco della cucina Vegana e Gianpiero Capra, amico, osteopata, aggiusta ossa e mente, mi ha insegnato un posto in Via Crema, (porta Romana) a Milano, dove sto imparando un sacco di cose, (Mens@Sana)

Oggi, mi sono lanciato, purtroppo scoprendo che il termostato del forno si è rotto… quindi cottura ad occhio…  con la mia prima torta senza latte, uova e burro, e l’ho sfornata poco fa riempiendo la casa di un dolce profumo.

Teodoro, rideva come un matto quando mi sono messo in cucina preso con farine integrali, latte di soia ecc. ma desideravo tanto fare questa cosa perché a casa nostra, da quando è nato e prima,  c’è sempre stato un dolce la Domenica, nei momenti belli ed in quelli brutti,  acquistato da me oppure fatto dalla Mamma.

Avendo scelto, insieme al mio medico di Famiglia, di fare una prova nell’alimentazione di non mangiare più latticini per 2 mesi, non stavo più prendendo la torta della domenica da 3 settimane.

Siamo stati in giro in queste ultime Domeniche quindi non era evidente la mancanza. Oggi si.

La parola “mancanza” è molto forte nel nostro vivere quotidiano, è dappertutto, in tante cose, ed anche in questa stavo facendomi i complessi per Teo, prima il papà che non faceva mancare mai una torta e semmai la Mamma  pensava lei a farne una, e tutto ad un tratto prima sono “volate via” quelle della Mamma e poi ci si mette anche il papà?  Troppo!

Oggi poi piove, è una giornata uggiosa, siamo a casa e quindi mancava la torta….

Mentre scrivevo questo articolo è entrato Teo in casa quasi urlando.. “la torta?” e ha subito voluto assaggiarne una fetta, ancora calda e senza zucchero velato sopra…

La soddisfazione di vederlo felice non ha parole o fatiche, qualsiasi genitore può capire  questa emozione.

Anche se fosse terribilmente cattiva direbbe che è fantastica per farmi contento e comunque come “prima” è andata bene!

Almeno lei, oggi non è mancata!

Ed ecco la ricetta ringraziando  http://www.veganhome.it

torta pere e cioccolato Vegan

Ingredienti per 6 persone

300 g di farina integrale bio (o un mix di farina di farro e farina di grano, a vostrascelta)

200 g di zucchero di canna bio

un bicchierino di olio extra vergine di oliva

150 grammi di cioccolato fondente

250 g di latte di soia

una bustina di lievito vanigliato

5 pere williams piccole bio

un pizzico di sale

cannella

zucchero a velo integrale bio

Preparazione

Mettere farina, zucchero, sale, olio, latte di soia e lievito in una ciotola e mischiare con un cucchiaio di legno. Aggiungere quindi le pere tagliate a tocchetti e rigirare delicatamente.Foderare una teglia tonda media con la carta forno e riversare l’impasto. Infornare quindi in forno già caldo, regolare su una temperatura media e far cuocere per circa35-40minuti.

Controllare con uno stecchino che la torta sia pronta (lo stecchino deve uscire perfetta-mente asciutto) e in caso lasciare ancora in forno a temperatura minima per qualche altro minuto. Come di consueto la cottura al forno varia anche da forno a forno, dunque regolatevi di conseguenza.

Una volta pronta, far intiepidire e mettere la torta su un piatto da portata, spolverare di cannella e zucchero a velo.

E buon appetito!

re: la tomba di Famiglia

Avevo 5 anni, mio Padre guidava una automobile a Monfalcone con su mia Madre, e una distrazione, una fatalità, uno stop coperto, ha cambiato la vita di tante persone in un momento.

Per prima la sua, è morto!

Da quel momento sono rimasto orfano, di Padre ma anche di Madre, perché lei era troppo rotta da quel incidente a da quello precedente, nel 47’, dove perse entrambe i genitori, per poter accudire ad un figlio che desiderava amore e famiglia e che lei non poteva dare.

Da quel momento la mia vita è stata una corsa continua, alla sopravvivenza, al cercare di comprendere gli effetti di una Famiglia già da allora allargata, il distacco inconsapevole rivolto a quel bambino piccolo nato da un grande amore, che di colpo non esiste più, e tutto si infittiva di episodi difficili, duri da digerire e per me troppo piccolo ancora per riuscire ad ingoiarli. Li porto dietro da tutta la vita, e ancora ogni giorno si intrecciano nei miei pensieri, non facendo più quel male che facevano allora, ma rimanendo parte del mio dentro.

Mio Padre è morto benestante, dopo esservi fatto una gavetta tale come ad esempio 19 enne nei bar di Kolonaki, ad Atene, stava in piedi, perché non poteva sedersi ad un tavolo e pagare la consumazione.

E’ stato un eroe di guerra, ha fatto 4 stupendi figli, ha voluto bene alle sue due donne, ed è morto a 47 anni, dimenticandosi di lasciare una copia del testamento dal suo Notaio, e per questo si è andati verso il nulla, perdendo tutto o quasi, dalla Famiglia ai soldi ai suoi desideri e voleri.

Non sapendolo dove portare, mio zio Sergio, che è stato per me come un Padre e il mio più grande amico dopo la morte del mio vero, lo ha ospitato nella cappella dei Cannara a Busseto, per tanti anni, almeno aveva un posto decente dove stare.

Dopo la sua morte, tutto si è disfatto, tutti sono partiti per le loro case, la nostra Famiglia si era completamente sfaldata e io mi sono ritrovato al Collegio San Francesco di Lodi, solo!

Giurai fortemente a me stesso che un giorno avrei cambiato questa triste sorte, nell’essere sbattuti in qualche casa di qualche parente, nello stare anni in Collegio, nel prendere la bontà e/o la pena da altri Padri, piuttosto di rimanere vivo, di esserci in qualche modo, di stare a galla.

Oggi ho messo un piccolo mattone a questo desiderio, acquistando la tomba di Famiglia Meletiou.

Nel Comune di Palazzolo sull’Oglio BS, dove mio padre e quasi 11 mesi fa Elisabetta, sono sepolti.

Giovedì prossimo 24 Maggio, saranno riuniti sotto un unico tetto, insieme anche a Kay, la madre dei miei 3 Fratelli, nella nostra Famiglia, nei Meletiou riuniti, così come mio Padre avrebbe voluto, così come Elisabetta ha lasciato a me, nel suo Testamento, il compito di farlo.

re: allenamento

 

Stamattina sono uscito con poca volontà sul da farsi, sapendo, sotto, sotto, che
un lungo sarebbe stato la “corsa” migliore da farsi…

In questo periodo sono stanco e con qualche acciacco, probabilmente le “botte” morali di questo ultimo mese, unite a quelle degli ultimi anni, contribuiscono a stendere anche la volontà, ma volendo correre decentemente la Mezza di Cernusco, mi mancava un lungo da fare almeno due settimane prima.

E’ come essere a scuola, quando si corre, se non si fanno i compiti, ci si sente in debito :-/

Sono uscito di casa con un grosso punto di domanda in testa, quando ho percorso il primo chilometro in base alle scelte si passa da un percorso all’altro, oramai a grandi linee, credo di conoscere abbastanza bene il territorio.

E vai, le gambe vanno, già domenica scorsa a Saronno mi sono sentito, la giornata bellissima, mi sono scordato degli acciacchi e ho preso quello del lungo correndo 16K a 5’15” tranquillo, come se la stanchezza non esistesse più, dimenticandomi quanto peso sulle spalle sento in questo momento, lasciando andare le gambe, la testa e la volontà, in un lungo stupendo!

re: i ricordi più difficili

Questa mattina, leggevo sul Corsera di alcuni passi avanti importanti nella lotta contro il tumore al seno ed in particolare nei confronti dei tripli-negativi ed Her-2 che, alla luce dell’articolo che leggevo in pochi anni ormai, dovrebbero essere sconfitti.

Immagino quanta gente come me abbia sperato fino all’ultimo e quanta abbia letto questo articolo avendo perso, recentemente o non, una persona di questa terribile malattia.

Ricordo qualche mese fa, una amica e oncologa, che ha curato Elisabetta nelle due vesti, interpretando la prima e la seconda in maniera eccellente, che mi faceva presente quanto il primo anno sarebbe stato pieno di ricordi ed emozioni.

Infatti cosí è, e credo lo sia per tutti coloro che abbiano vissuto una esperienza cosí devastante.

Ogni attimo delle mie giornate, particolarmente in questi giorni dove la situazione, un anno fa, andava peggiorando drasticamente, è un ricordo vivo di quei momenti, del tenere duro, dello sperare in qualsiasi cosa potesse fermare la degenerazione delle cellule di quella meravigliosa creatura.

A volte penso che si poteva fare di più e le persone che mi conosconoi dicono che Dio è uno solo, ma il ricordo dell’impotenza davanti a questa malattia, ogni volta mi mette una profonda tristezza e sconforto.

L’anno scorso in questo periodo, tiravavo giù le armi, capivo che non potevo fare nulla, e l’angoscia mi prendeva dentro, rimanendo fuori sempre forte, per tutti quelli che mi erano intorno, che da me avevano bisogno di quello e non di una anima triste e spaventata di fronte ad una morte lenta ed inarrestabile.

Io credo che per qualsiasi persona al mondo, vedere la persona che ama, i suoi bambini che la vedono spegnersi, a poco, a poco, sia una esperienza che tocca il profondo del cuore, facendoci ricordare che ogni attimo della vita è un grande regalo e per nessuna ragione al mondo dobbiamo buttarlo via.

Condividere questi momenti è importante, condividere la sofferenza che provo è anche il desiderio di essere vicino e comprendere le persone che questo momento lo stanno vivendo ora o domani, sapendo che non sono sole e sapendo che non siamo soli!

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re: un albero per Elisabetta

Il 21 Ottobre dell’anno scorso, in Cascina Torriggio, con la presenza di tanti amici, colleghi di Elisabetta e due Sindaci, Massimo D’Avolio ed Ettore Fusco, è stata piantata una quercia, gentilmente regalata dal Comune di Rozzano, in persona dell’assessore Stefano Apuzzo, in ricordo di Elisabetta.

Oggi ho fatto una foto con le sue nuove foglie, in ricordo dell’amore che aveva per le sue piante!

re: il record mondiale…. del ritiro…! 29ma Strapazéda Sant’Angelo di Gatteo FC

Domenica scorsa, 29 Aprile, parto da Riccione pieno di benzina per andare a correre una 10K dove avevo desiderio di fare il record mondiale!

Chi corre sa di cosa sto parlando…. è una cosa che si innesca improvvisamente dentro e ti fa  credere che puoi fare qualsiasi cosa…

Così è stato. Arrivo a Sant’ Angelo di Gatteo pronto alla sfida (con chi?) , l’iscrizione l’avevo fatta 3 giorni prima, mai fare le cose all’ultimo momento, mette ansia… e mi preparo con crema miracolosa di Roberta, caffè appena prima della partenza che però slitta di 20 minuti.

Sono quasi le 10 del mattino, e ci sono 25 gradi!

Mi metto davanti (di solito quelli che vogliono fare il record del mondo fanno così…) insieme ai “coetanei” max 25 anni! e aspetto diligentemente il via… tirando qualche MDN per il ritardo. (parolacce silenziose!)

Ed ecco che sparano il colpo…. e parto… devo fare il record del mondo, non ho tempo nemmeno per guardare il garmin, devo volare… almeno stare alla pari dei “coetanei”…

Primo K, secondo, terzo, terzo e mezzo, ma che caldo… cosa succede?

Guardo il Garmin oltre che ascoltare il fiato con non c’è più e dico…non vedo bene , non mi ero lavato le mani dopo la crema di Roberta, inizio ad innervosirmi, troppo caldo, questa crema… arriviamo al quinto che c’è il pit stop con l’acqua, l’unico miraggio…

Tutto questo senza rendermi conto che STAVO ANDANDO TROPPO FORTE ma del resto dovevo fare il record mondiale….

Inizio a rallentare, le gambe sono provate, il fiato corto, il caldo ancora più forte, tiro fino al quinto, li c’è il miracolo (l’acqua) l’ultima cosa che da speranza ad un runner che qualcosa possa cambiare.

PESSIMA ORGANIZZAZIONE, l’acqua era finita, c’era un carretto (Ape) con un personaggio da Amarcord “a m’arcord” che aveva una tanica di The da 5 litri, senza un bicchiere e con due vaschette in plastica, puoi bene immaginare quanti siano riusciti a bere qualcosa e a rovesciarne dieci volte tanto…

Mi demoralizzo, la colpa non è mia…., ma dell’acqua che non c’è, della crema che ho negli occhi, dei 30 gradi arrivati improvvisamente e cammino sconsolato interrompendo con qualche accenno di corsetta fino al traguardo, dove mi fermo appena prima, mi tolgo il CHIP e lo attraverso. RITIRATO!

Volevo fare il record del mondo e caspita, non ci sono riuscito… pensa quante bastonate in testa mi sono dato per aver sbagliato come un pivello una partenza troppo veloce, in una giornata in cui avrei potuto fare il record del mondo…. e che per colpa di altri fattori non ci son riuscito 🙂

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