re: Dalai Lama – Forum Milano 27-28 Giugno 2012

Ho avuto la fortuna e l’onore di assistere per due giorni alla conferenza di Sua Santità, il Dalai Lama, Tenzin Gyatso.

Sto seguendolo da tanti anni, nei suoi passaggi, nelle sue interviste, nei suoi libri.

Il Forum era pieno di gente bella, venuta a vedere questo grande uomo che in una parte dei suoi discorsi ha evidenziato l’importanza di essere un uomo e basta, per potersi condividere ogni giorno con tutti gli altri uomini, senza barriere.

Un passaggio era appunto sul fattore di essere diversi dagli altri, in uno stato superiore, nello stato di mettersi a quel punto con una barriera nel mezzo e questo crea ogni giorno la differenza e quindi l’odio, la guerra, la cattiveria.

Parole di buon senso, che se tutti prendessimo ogni mattina come nostra filosofia di vita, eviteremmo di creare dei gran disastri in giro.

Un altro passaggio che mi ha particolarmente colpito è la presenza di un egoista all’interno della Famiglia. Il Dalai Lama si riferisce ad una persona che si comporta in modo egoista, pensando solo a se stesso all’interno di una Famiglia. Questo atteggiamento, mette in bilico i rapporti, perché chi sta pensando solo a se stesso persevera a farlo e chi lo vede, non condividendo questo aspetto, si allontana fino a fare sì che questo sia motivo di disunione della Famiglia, con tutte le conseguenze che questa cosa porta. Sta a noi lavorare per fare si che questo non accada, in un senso e nell’altro per fare si che la base della Famiglia rimanga sempre, con tutti i venti che possano influenzarla ma che non saranno mai l’espressione di un atteggiamento egoistico ma solo altruista, che dona gioia in ambedue i casi, ricevendola e donandola.

Alla conferenza c’era un bravissimo traduttore di cui non sono riuscito a comprendere il nome, e se qualcuno che mi legge lo sa, lo prego fornirlo, che è stato osannato alla fine, da quanto sia stata perfetta la sua traduzione e la sua maniera di interpretare il pensiero del Dalai Lama. Veramente complimenti!

In alcuni momenti, all’interno del Forum, c’era un silenzio divino, tutti in ascolto, tutti in sublime passione per questo grande uomo.

In un suo passaggio che trascrivo interamente «oggi si conduce una vita materialistica, occupandosi soprattutto dello sviluppo delle tecnologie e delle scienze, ma ultimamente anche chi ha a disposizione molte ricchezze si sta rendendo conto che non trae da lì nessun beneficio e nessuna felicità mentale» sottolinea quanto le gente inizia finalmente a vedere anche da sola, dove la luce la troviamo dentro noi stessi e non nelle gioiellerie.

Una piccola battuta che ha fatto a proposito è che quando si è soli seduti sul divano, baciare il diamante dell’anello che si porta al dito non toglie una persona dalla solitudine, non le crea felicità, a differenza di dare una carezza ad un animale ad esempio, che porta amore e tenerezza, oltre che a condivisione.

Un altro punto importante della conferenza è il tema religioso. Il Dalai Lama dice che ognuno di noi ha bisogno della sua religione! Non c’è religione che prevalga su un altra, ma c’è una condivisione di aspetti a cui la religione porta. Per quale ragione non rispettare questo pensiero, nel rispettare la religione di ognuno di noi!

“lo Spirito soffia dove vuole, ne puoi udire la voce, ma non sai né da dove viene né dove va”(Giovanni 3,8)

Ultimo passaggio che anche qui trascrivo interamente:
“Non ho alcun miracolo da offrirvi. Francamente sono piuttosto scettico nei confronti di coloro che affermano di possedere poteri miracolosi. Però, attraverso l’addestramento della mente e grazie a uno sforzo costante, possiamo cambiare le nostre percezioni e attitudini mentali. E questo può realmente fare la differenza nelle nostre vite”.

In pratica, dobbiamo lavorare con noi stessi, è inutile andare a cercare qualcosa intorno a noi quando questo qualcosa è dentro di noi! Bisogna lavorarci e il sollievo è talmente grande che anche il più grande sforzo sarà completamente appagato dallo spirito positivo in noi stessi!

re: 3 belle storie

prese navigando e con il desiderio di condividerle…

1. Una volta, tutti gli abitanti del villaggio hanno deciso di pregare per la pioggia, il giorno di preghiera tutte le persone si sono radunate e solo un ragazzo è venuto con un ombrello.
QUESTA E’  FEDE

2. L’esempio del sentimento di un bambino di un anno. Quando lo getti in aria, ride perché sa che lo prendi.
QUESTA E’ FIDUCIA

3.Ogni sera andiamo a letto, non abbiamo alcuna garanzia di risvegliarci  la mattina dopo, ma, in ogni caso, mettiamo la sveglia…..
QUESTA E’ SPERANZA

3 “pietre” fondamentali del nostro cammino, teniamole sempre accese!

re: anche gli atleti meditano … seppur “di corsa”

Ieri ho finito di leggere il libro appena uscito di Maria Cristina Savoldi Bellavitis e Selene Calloni Williams dove all’interno c’è una prefazione di Giacomo Leone e due paragrafi di Maurizio Dallocchio e Andrea Re, tutti campioni di specialità sportive che hanno conquistato, con la forza e la fatica, grandi successi nello sport.

Inutile dire che è interessante leggere delle esperienze personali di queste persone, che però a volte vanno al di fuori del motivo per cui un “runner” come me lo ha acquistato.

Speravo di trovare qualche suggerimento o tecnica o modo di fare ma non ci sono stati tanti spunti in questo senso, il lettore deve prenderseli da se, nel mezzo dei racconti.

Probabilmente ho sbagliato nell’interpretare questo libro come un manuale anziché un romanzato sulle attività sportive legate poi alla corsa e alla meditazione.

Stasera, dopo esser stato a visitare la mostra Armonia, nel bel Castello di Belgioioso a Pavia, dove ho trovato alcune informazioni importanti per il percorso che sto seguendo ormai da un anno, sono poi tornato a casa e “sceso” in pista.

Ho cercato di pensare agli spunti che questo libro ti offre oltre ad una base solida che ho letto già due volte che si intitola “L’arte della Meditazione” di Mathieu Richard (a cui consiglio di leggere tutto quello che ha scritto perché è divino!) mentre correvo.

Lo spunto che ho tratto ad un certo punto è l’esercizio fondamentale che dobbiamo iniziare a fare e ripetere costantemente (come la corsa ) nel cercare di “scacciare” in modo benevolo i pensieri che entrano dentro e ti tolgono energia.

Ricordo che l’anno scorso, in questo periodo, negli ormai ultimi giorni di vita di Elisabetta, uscivo a correre come da programma dell’amico Fulvio Massini, senza togliere mai questa cosa, altrimenti credo sarei impazzito.

Ricordo molto bene, un momento in cui correvo intorno al laghetto di Milano 3 che ad un certo punto, pieno di pensieri, mi sono letteralmente fermato, come se tutto ad un tratto fosse terminata tutta la benzina che abbiamo nel nostro corpo, vuoto, fermo.

Dopo pochi secondi (credo) ho ripreso a camminare, sforzandomi di liberare i pensieri, di non pensare al momento in cui sarei rientrato a casa, alla tristezza che mi pervadeva, alla speranza che di minuto in minuto andava a svanire.

Ho ricominciato a correre, concentrato sul fare quello che stavo facendo, pensando al presente e basta, sforzandomi di farlo.

Questo è un episodio molto forte, in un certo senso, l’apice di quanto si dice in queste cose per cercare di liberare le mente, ma è stato anche un segnale in cui ho capito che il benessere nella corsa e la possibile meditazione derivano dal fatto di esercitarsi nel fare uscire “cortesemente” i pensieri che entrano dentro.

Mi vedo la scena a volte, come se aprissimo la porta e dolcemente spingessimo fuori, o invitiamo ad uscire il pensiero in quel caso, con un sorriso, ma pensando, sempre dolcemente, mi dispiace, ma non c’è posto per pensieri ora, ora c’è la corsa, il mio dentro che si esprime con lei.

Stasera, ho provato questa cosa, sforzandomi di fare uscire tutti i pensieri ogni volta che arrivavano, pensando al libro appena letto e agli ottimi passaggi di Andrea Re, che aiutano, nel percepirli e completarli, a svolgere quella sensazione attività, che è il meditare correndo!

Provare per credere e buone corse, sempre!

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