re: corso di YOGA a Camerino (Marche) – final session –

Sono rientrato l’altro ieri sera da Camerino, dopo una settimana intensa di YOGA (5 ore al giorno) in un posto molto bello, con delle montagne e colline dolci e un contorno (persone ed ambiente) sano.

Alcune considerazioni sono importanti per chiunque voglia scegliere una esperienze di questo genere nella scelta di come e dove farla.

Devo dire di essere stato enormemente fortunato nel trovare un corso di YOGA con una teacher (Karin Montali) all’altezza della situazione (21 persone) con una grande cultura e conoscenza dello YOGA ed una metodologia nel spiegarlo semplice, facile e senza tanti fronzoli religiosi karmatici e tutte quelle cose che se fatte poco istintivamente, ma approfittando della situazione, alla fine danno solo noia e allontanamento.

E’ inutile cercare i fare diventare una città Indiana il posto dove viviamo in Italia, l’India è là e l’Italia è qua, credo che una delle cose importanti a cui ho aderito nel suo senso, sta al fatto di stare dove ci troviamo, accettare la nostra cultura e nel frattempo apprenderne anche altre, tenendo però sempre presente che le nostre radici sono qui e non in India o da qualsiasi altra parte.

Anche nel recente meeting al Forum di Assago del Dalai Lama, lui stesso ha enfatizzato questo pensiero, rivolto in quel caso alle religioni e facilmente trasbordabile nella vita di ogni giorno, con i suoi pensieri e le sue culture.

Tornando allo YOGA, nonostante il mio costante allenamento nel correre, devo dire che Domenica ero un po’ a pezzi, visto che si muovono tutta una serie di articolazioni che normalmente non adoperiamo mai.

Da un paio di giorni ho anche un po’ di mal di schiena, ed in attesa di sentire il parere di Gianpiero Capra, osteopata, credo sia dovuto al cambiamento drastico di postura nelle spalle che porta ad un raddrizzamento generale della schiena e di tutti gli annessi.

Lo YOGA, a mio parere fa bene, stira, riposiziona, mette in equilibrio, riallinea il corpo e di conseguenza la mente. E’ un mezzo per me ancora inesplorato, salvo il sentito dire, l’avere letto qualche cosa ed avere fatto praticamente questo primo approccio, che ha una serie, immagino infinita di obbiettivi e traguardi ed ancora obbiettivi e traguardi e cosi via.

Un’altra grande fortuna di questo corso, a parte il solito o la solita rompiballe, è stato il trovarmi in un gruppo, che nonostante le differenti nazionalità, background, età e culture, si è coeso ed è andato avanti spedito nelle lezioni seguendo l’ottima direzione della Maestra Karin Montali.

Non credo che lo YOGA, come tutte le cose, possa essere preso come un esercizio una tantum da farsi talvolta in maniera intensiva e talvolta quando capita.

Anche questa disciplina, come la corsa, o tutti gli altri sport in genere, ha bisogno di costanza e continuo lavoro, per poter accrescere la perfezione negli esercizi e contemporaneamente entrare sempre più profondamente dentro se stessi.

Per quanto mi riguarda ho bisogno i riflettere sul come voglia affrontare questa disciplina, se desidero veramente farlo, perché conoscendomi se lo faccio,  o lo faccio sul serio e non lo faccio, e trovare il sistema di  inserirlo nel già intenso programma di allenamento podistico che svolgo ormai da anni con  dedizione e costanza ed al quale non desidero toglierne neanche un chilometro.

Ma la mia mente, sta elaborando… e adagio adagio, cerca di trovare il sistema di mettere a posto la scacchiera ed incrociare i tempi, perché devo dire che anche se in 6 giorni abbia provato un senso di estasi solamente in 3 posizioni delle tante fatte, la sensazione, gioia, “illuminazione” se posso dire anche questo, che questa disciplina ti regala, sono impareggiabili con qualsiasi altra cosa abbia mai provato fino ad ora nella vita.

Andiamo avanti..!

re: corso di YOGA a Camerino – Marche –

Namastè dalle verdi e dolci colline Marchigiane e dal Convento di Camilla Battista da Varano, notizia per i Famigliari ho scoperto da mia mamma che il nonno Amato ha studiato ed è diventato ragioniere quì a Camerino, vivendoci 4anni, e mi trovo quí.. Incredibile!

Stamattina ho dedicato la mia corsa a lui, che non ho potuto mai conoscere, morì 12 anni prima che nascessi io…

Era peró la prima volta che lo facevo e questo avvicinamento mi ha fatto molto riflettere sulle cose vicine e lontane ed in quanto le stesse, in base alla distanza, possano effettivamente fare la differenza nell’ascolto..

Credo che questa parte sia una riflessione da fare nel prossimo futuro con costanza perché la maggior parte dei condizionamenti, almeno per quanto mi riguarda, arriva dalle cose che vedi e senti vicino.

Quelle lontane, le dimentichi, non le vedi o non le rammenti e quindi non ti portano il dolore che nel caso opposto si sente costantemente.

Forse siamo portati egoisticamente a volere ascoltare ‘solo’ ciò che ci è più vicino, altro motivo di riflessione.

Sto correndo come tabella di Fulvio, salvo il fatto che abbinandole a 5 ore di YOGA giornaliere mi sento abbastanza cotto ogni tanto.

Ieri sono stato ospite del CUS di Camerino, e devo fare i complimenti a tutta l’organizzazione per come tengono i campi, la struttura sportiva e ovviamente la pista di Atletica Leggera che era un gioiello, bravi e poi bravi, complimenti!

Ospitalità perfetta e gente con un cuore che a Milano ci siamo dimenticati di avere.

Non mi sento di parlare di YOGA, dopo 4 giorni, seppure intensivi, non mi sento di dire nulla, salvo il fatto che abbiamo una ottima insegnante, Karin Montali, calma, con i piedi per terra (quando non fa YOGA 🙂 e sulla stessa linea d’onda di tutti, e questo è un must, da quello che ho potuto capire da altri allievi.

Quello che ho percepito, dopo tanti anni, è il fatto che riesco a tenere le spalle dritte e mi sento snodato come non lo sono stato fin da piccolo e credo che questa cosa sará di grande aiuto anche nella postura della corsa, in quanto come sempre, lavoriamo sulle parti basse tralasciando la parte alta del nostro corpo.. e si vede!

Prossime riflessioni appena riesco a capire cosa sto facendo, ma forse tutta una vita non basta ? 🙂 andiamo avanti…

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re: e l’8…….. se ne va

Stamattina, è arrivato il momento di lasciare gli 80 chili e nonostante i sacrifici non da poco che sto facendo da qualche mese, il mio sorriso, arrivava alle orecchie.

E’ un grande impegno perdere peso, particolarmente se lo si fa cercando di non farsi del male.

Ho imparato a perdere 31 chili in cinque anni, adagio, adagio, convivendo con il lavoro e la fatica di ogni giorno a correre con tanto peso e con i difficilissimi momenti che la mia Famiglia sta passando ed ha passato.

Ho letto tanto, mi sono indottrinato a tal punto che vedo il cibo sotto un altro aspetto, non ho mai smesso di correre un solo momento, mi sono fatto consigliare, ho voluto sbattere la testa contro il muro da solo, come faccio sempre, ho pianto sentendomi sconfitto, gioito perchè credevo che fosse “facile” ma all fine non mi sono mai lasciato andare nel perdermi via.

Il risultato si vede, ma in particolare si sente! Esami del sangue da ragazzo di “20 anni”, corro meglio e mi fanno meno male le ossa, mi sento più leggero, in tutto, faccio cose che non avevo mai fatto prima, come quella di essermi iscritto ad un corso di YOGA la settimana prossima. Riesco finalmente a muovermi, respirare, vedere tutto con un altro aspetto, con 31 chili in meno!

Ho elaborato diversi piatti che aiutano a perdere peso senza che stiamo male, e questo lo devo anche ai consigli di persone tecniche che mi hanno aiutato in questi anni oltre ad avermi messo a conoscenza di un mondo nuovo, di una interpretazione nuova del modo di vivere, più sano, senz’altro più vero.

Ho trasmesso questa cosa anche a mio figlio che mi accompagna, mi aiuta e mi segue nelle ricette che mano a mano costruiamo insieme, ne sono orgoglioso, sua Mamma da lassù ci guarda e lo è anche Lei.

“Bravi i miei ragazzi! ”  direbbe…… e chi l’ha conosciuta sa anche come lo farebbe!

Desidero ringraziar questa vita, di avermi dato tanto, e con questo tutti quelli che mi hanno aiutato a raggiungere questo obbiettivo, ed una volta me stesso, di non aver “mollato”!

re: Alex Schwazer

Ho appena finito di vedere la conferenza stampa di Alex Schwazer e ancora una volta è evidente la pressione assurda che i media e giornalisti hanno fatto su di lui portandolo sull’orlo del baratro con un esaurimento nervoso tale da fargli fare il più grande errore che un atleta possa fare nella vita.

Lo sport è la base della pulizia del nostro corpo, dentro e fuori, lui ha sbagliato ed è giusta la punizione nel non farlo partecipare alle Olimpiadi.

Trovo invece ancora una volta ingiusto il modo in cui i giornalisti Italiani, mettano un campione dalle stelle alle stalle ed in particolare la cattiveria con cui lo fanno.

Ha sbagliato è vero, ma chiediamoci perché l’ha fatto! Cosa l’ha spinto a farlo. Non è nato imbroglione, il corso della vita e le pressioni di essere sempre il primo l’hanno condizionato a tal punto.

Non sarebbe meglio chiedersi se non sarebbe opportuno moderare i termini, le offese, le assurde spinte e questo metodo puerile di scrivere a far diventare delle persone oneste degli imbroglioni?

re: 1 Year, 1 Month, 1 Day

This what was on my mind this morning when I pass true her picture in the dining room.

The grief is different, suddenly something is gone, for ever, and I think is the suffering from the sickness, and something is more stronger then ever, the fact that she’s not with us anymore, forever in this world.

As anybody say, life is beyond us, but inside us this grief is forever.

One day, one month, one year, in this full moon day, what I desire, is peace for my son.

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re: Olimpiadi di Londra

In questi giorni ho avuto modo di scambiare opinioni e sensazioni di questo avvenimento che per me è sempre stato Sacro, fin da piccolo.

La povertà di parole e di linguaggio dei giornalisti Italiani fa veramente pena. Il continuare a fare delle domande idiote agli Atleti mi fa venire in mente la visione del coyote che aspetta la sua preda, per farla fuori del tutto.

Ci si dimentica immediatamente che per arrivare li c’è stato un lungo percorso di sacrifici, costanza, difficoltà, ed il fatto di non vincere una Medaglia e/o di non essere stata in grado di raggiungere le aspettative non debba portare una atleta dalle stelle alle stalle in pochi secondi.

Brava Francesca Pellegrini che è riuscita in maniera eccellente a svincolarsi dalle stupide interviste a bordo piscina dopo le sue vasche. Interviste basate solo sullo scoop della negatività da persone pretestuose di voler conoscere un mestiere.

Li trovo cinici e vuoti e proprio di recente parlavo di Gianni Rodari che a proposito scrisse una poesia in cui oltre ai grandi valori della pace e della libertà, c’erano sottintesi anche che sarebbe opportuno scrivere meno ma scrivere meglio così come fare interviste sensate e non processi disgustosi da malatelevisone per cui ci tocca anche pagarne un abbonamento!

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