re: Maratona di Ravenna – 4 Novembre 2012

Da New York a Ravenna potrei dire, ma non è stato così.

Finalmente posso pubblicare questo articolo sulla Maratona di Ravenna, che, dopo aver deciso di non correre New York, per il piede che si informicolava, ho deciso di correre.

Tutto questo nonostante i problemi in testa, il lavoro la casa che senz’altro, viste le problematiche, non ti aiutano di certo a correre con la necessaria tranquillità, o quantomeno ad affrontare questa tosta corsa in pace e guardando solo ad essa.

Comunque, piede o non piede, testa o non testa, ho deciso di andare a Ravenna a correre la Maratona, e come sempre, ero agitato ed affascinato come se fosse la prima.

Premesso che conosco poco Ravenna, e quel poco lo devo ad un amico, al quale ho poi deciso di dedicare la Maratona stessa (una volta finita!) Sergio Pironi, per il quale ho corso nelle strade di Ravenna con il suo pensiero e volto, impresso nei miei ricordi… di corsa.

Sono arrivato a Ravenna il Sabato pomeriggio, trovato via internet il giorno prima un posto albergo in centro, vicino alla piazza dove distribuivano i pettorali (i runner cercano prima questo e poi tutto il resto 🙂 – poi finalmente in albergo, una bellissima camera di un residence con una ottima receptionist, sono andato subito a ritirare il mio pettorale, (momento magico!) a gironzolare per le vie della città, pronto per la cena (ore 7) e assaporando i momenti, le ore, le sensazioni che si hanno prima di correre questa affascinante gara, uniche, irripetibili.

In solitudine a volte ci si sente soli senz’altro, ma facendosi accompagnare da queste sensazioni è come essere sempre in costante compagnia, come se ci fosse qualcuno che ci guarda, che ci sente, che ascolta i nostri fremiti nei pensieri, del domani, del correre, del correre una Maratona!

Cena, tutti carini e gentili, 120 gr. di riso, e 150 di pesce alla griglia e via a letto, con tutti i preparativi “religiosi” del runner!

L’unica cosa che mi ha dato pensiero è il meteo, che dava per il giorno dopo forti raffiche di vento (e così è stato!) e forti pioggie (poco o nulla fino alla fine) che durante il sonno ronzavano nella mente come paletti pericolosi del giorno dopo :-/

Mattina sveglia alle 5:30, colazione alle 6:30 , già, 5 minuti di ritardo comprometterebbero la gara!! 🙂 e poi via per l’autobus per essere portati alla griglia di partenza.

Che freddo, che vento e che gocciolone ogni tanto. Mi riparo insieme a molti compagni sotto una struttura grande del Pala De Andrè e li comincia la lunga attesa.

Lunga nel senso che anche se fossero pochi minuti sarebbe lungo lo stesso, nel senso che tutto quello che passa per la testa in quei momenti è “secolare”.

Emozioni, sensazioni, ce la farò, non ce la farò, ma mi sono allenato bene in questi 3 mesi o no, ma, dubbi, e tutte le affinità dovute a queste “pure” sensazioni”

Anche le gambe le sentono, eccome!

E poi il fatidico riscaldamento, adagio ed adagio, e la pisola che spara lo START, si parte!

Ho cominciato questa corse senza grandi intenzioni di Personal Best, già bastava finirla e sarebbe stato un grande successo visto le due “stecche” nella due Mezze precedenti che facevano ancora male allo stomaco.

Sono arrivato al fatidico 12/14mo e il piede ha iniziato a NON farsi sentire :-/ Ho iniziato a preoccuparmi, a pensare solo a quello, a cambiare la postura come Caterina mi ha insegnato e nonostante lo sentissi sempre addormentarsi di più, adagio adagio ha cominciato a liberarsi, al 16mo andavo meglio, al 18mo quasi non lo sentivo più, al 20mo pensavo ad arrivare alla mezza ed il piede era “guarito” evviva!

Passo la mezza in 1h50″ , sorrido, mi sento bene, se vado così magari riesco a “chiudere” in 3h42″ e sono felice.

Poi arrivano gli altri 21K da correre, e mi rendo conto che il vento contro è molto fastidioso, il percorso un po troppo a curve con cambi di ritmo rompiscatole ed ultimo ma non meno importante i San Pietroni degli ultimi 4 chilometri che mi danno addosso con i crampi.

Rallento, per forza, e comincia la sofferenza di arrivare alla fine decentemente, sono al 34mo con una media di 5’16” al K e già se arrivassi così sarei contento.

Ma i crampi mi rallentano ancora e nella battuta fra la prima e la seconda mezza perdo 9 minuti, ed arrivo di 58” secondi oltre il mio personal best a Barcellona!

Ma, come poi scrissi su FB, questa Maratona è stata per me controvento in tutti i sensi, ed il fatto di essere riuscito a correrla, nonostante tutto, è già la più grande vittoria!

Buona corse a tuttti!

e…. pensiamo alla prossima 🙂

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re: New York City Marathon – 4 Novembre 2012 – i dollari vincono sul buon senso della corsa!

Sempre per problemi legati al tempo scrivo questa nota con un po di ritardo ma DEVO scriverla.

Premesso che nonostante la generosità di Gianni Poli e un bel team per andare a New York, oltre che a 3 mesi di costante preparazione, ho deciso di non partire per New York prima che si cominciasse a parlare dell uragano “Sandy” per un ripetuto “sonno” al piede sinistro nelle ultime due mezze maratone che mi ha fatto dubitare sul fatto che sarei riuscito a completare la Maratona di New York decentemente, oltre a questo, Famiglia, lavoro e salute hanno contribuito largamente a questa decisione. Inutile andare a New York per fare una mera figura (con me stesso) e la fatica di un viaggio sotto Fiera.

Giorgio Rondelli, a cui va tutta la mia stima, ha scritto questo articolo

http://dicorsa.corriere.it/2012/11/03/new-york-marathon-cancellata/

Un amico, Ezio Frizziero, ha scritto su FB questo:

” Giusto annullarla, ma dovevano evitare di far partire migliaia di persone da tutto il mondo. L’impressione e che facendo arrivare tutti a NY, l’organizzazione si sia tolta il problema di eventuali rimborsi. Dicono che verrà garantita la presenza, nel 2013, con un pettorale “a pagamento” a coloro che ne faranno richiesta. Questo è vergognoso.”
Io dico che i soldi non devono andare sopra la corsa e auspico la gente abbia capito con quale menefreghismo gli organizzatori della New York City Marathon abbiano saputo gestire questa situazione, tenendo solo in conto i loro profitti e appunto fregandosene di tanti RUNNERS che per venire a New York hanno fatto tanti sogni e….sacrifici!
Ultimo un altro amico, Marco Marchei, pochi minuti dopo le 11 di sera quando si è saputo dell’annullamento mi ha detto al telefono:
“Ma con tutte le bellissime Maratone che ci sono nel mondo e negli Stati Uniti, che costano meno e hanno inoltre un servizio decisamente migliore, possibile che siamo ancora tutti a “sognare” la Maratona di New York?”
E poi dico io,  da Greco…  ma la Maratona è a Maratona! Punto! 🙂
Buone corse a tutti!

re: Deepak Chopra – Roma 17 Novembre, 2012

Ho avuto modo, attraverso la mia amica, Emma Bernardi, che vive ad Atlanta e conosco da 25 anni, e ringrazio!, di aver conosciuto questo medico Indiano che unisce la meccanica quantica con la medicina Ayurvedica condita con lo YOGA e la meditazione.

Oggi ho avuto l’onore di poter assistere ad una sua conferenza a Roma, che mi ha confermato, quanto questo uomo, sia immensamente saggio nel spiegare molto semplicemente la connessione del nostro corpo con l’universo.

In questo periodo particolare della mia vita è un grandissimo aiuto leggere gli scritti di questo uomo ed applicarli nella vita quotidiana, con lo YOGA la meditazione e la ricerche di quell’energia della quale non sapevo e che esiste ed è forte.

Si tratta di capire le particolarità del meccanismo per cui ad un certo punto dobbiamo usare la parola STOP alle ansie e stress vari che ci attanagliano ogni giorno e svoltare strada in questa pratica ricerca della pace interiore, in simbiosi con l’universo che ci sta intorno.

Avvicinarsi a queste discipline con termini pratici e chiari, fuori della disillusioni di tante parole a volte dette al vento e che non portano a nulla, è un immenso regalo che riceviamo ed al quale consiglio profondamente di prestare attenzione.

Per quanto mi riguarda, l’aiuto che ne traggo è forte e reale!

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re: senza tregua

E’ un po di tempo che non scrivo sul mio blog, un po per il poco tempo ed un po perchè mi è caduta un altra tegola in testa, e questa volta è nella testa.

Un mese e mezzo fa, una risonanza magnetica fatta quasi per caso e per capire un acufene all’orecchio destro, ha scoperto che ho qualcosa nel cervelletto che non si sa bene cosa sia ma che comunque può essere un tumore, e sto facendo tutti gli esami che sono stati richiesti per esplorare meglio l’area colpita.

Un altra cosa che mi hanno detto è che anche se fosse un tumore, non è in uno stadio grave e quindi ci si possono mettere le ‘mani’.

Inutile dire che quando ci si trova in una situazione del genere, passa di tutto per la testa ed in ogni caso l’unica situazione che mi crea sofferenza è mio figlio che, nel caso dovessi anche io andarmene via, si troverebbe senza Madre e Padre nel giro di poco tempo e quindi questa idea mi fa tirare fuori il coraggio di vivere.

Da questo, sentirsi dire che sono un Gladiatore, non fa altro che darmi l’energia per migliorare la capacità di resistere a questo destino duro che mi da veramente poco tempo per cercare quantomeno di tirare su la testa, offrendomi invece, nelle giá dure prove che ho passato nella vita, un modo di conoscere ancora più profondamente me stesso, donandomi la carica necessaria per andare avanti, anche con queste brutte curve sulla strada.

I momenti bui in questa vicenda, ci sono, e non mancano, ma è sempre importante pensare che dobbiamo condividere la sofferenza, con quelli che come noi ogni giorno l’hanno davanti o dentro e seppur la comodità di non aver nulla e pensare solo a cose frivole possa essere vista come la cosa migliore, non è vero, perchè questi stati di animo portano a una conoscenza e compassione superiore, dando una svolta alla vita e al comportamento nella vita, preparandoci al ‘passaggio’ in modo più sereno e aiutandoci ogni giorno ad affrontare le cose in modo più equilibrato, con la vita e con tutto quello che la circonda.

Andiamo avanti, crossiamo le dita, l’aiuto degli amici e la buona energia mi aiutino a togliere la ‘tegola’ dalla testa!

re: relentlessly

It ‘sa bit of time since I last wrote on my blog, some for as little time and  because a new and bad news was arriving casually.

A month and a half ago, an MRI done almost by accident  to understand tinnitus in my right ear,  discovered that I have something in the cerebellum that no one knows what it is but it still can be a cancer, and I’m doing all tests that were required to better explore the affected area. (150mmx175mm)

One other side they told me is that even if it is a brain cancer, it is not in the severe stage and then they can put “hands” in it.

Needless to say, when you find yourself in such a situation, all passes through my head and in any case the only situation that causes me pain is my son that if I were to go away, too, would not Mother and Father in a short time and then this idea makes me pull out the courage to live.

From this, to hear that I’m a Gladiator, does nothing but give me the energy to improve the ability to resist this hard fate that gives me very little time to at least try to pull your head up, offering instead, in hardships already I’ve been through in life, a way of knowing more deeply myself, giving me the charge necessary to move forward, even with these nasty curves on the road.

The dark moments in this story, are there, and there!, but it is always important to think that we have to share the pain, with those of us who have each day in front of or inside and even the convenience of not having anything and think only about frivolous things can be seen as the best thing, is not it, because these states of mind lead to a greater understanding and compassion for a turning point in the life and behavior in life, preparing to ‘pass’ in a more serene and helping each day to deal with things in a more balanced way, with life and everything that surrounds it.

Let’s go ahead, I cross the fingers, and the help from friends with a good energy will help to fight against this other “tile” in my head!

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