re: vado a trovare me stesso – 23 Gennaio – ALUVA, Kerala

Stamattina mi sono svegliato alle 6, volevo andare a vedere l’alba prima che iniziasse YOGA alle 7 e così è stato.

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Erano due notti che dormivo poco e stanotte sono riuscito a riposare un po meglio, vicino a questo posto c’è una comunità Musulmana che sta festeggiando e pregando per qualcosa (non so cosa) e in ogni caso vanno avanti tutta la notte con tamburi, preghiere, canti e rumore in generale.

Se uno dorme bene, non sente questi suoni ma se appena appena si fa fatica a prendere sonno, gli stessi diventano predominanti, e non si riesce a chiudere la porta per aprirla al sonno.

C’è un altra cosa di cui non sono più abituato, non da poco conto, dominante nel mondo, la natura!

Quì la natura si sente sempre, cinguetti di uccelli mai sentiti, corvi sempre, pesci che risalgono il fiume solo ad una certa ora e fanno un rumore inconfondibile nell’acqua oltre ad essere uno spettacolo, mucche, capre, vitelli simpaticissimi, gatti, topi, ragni, animali strani che vengono ed escono dalla camera, insomma la natura.

Non sono mai stato un esperto di animali e fino a quasi due anni fa mi sono appoggiato per questo ad una laureata in agraria, che era anche mia moglie e la quale sapeva tutto sugli animali, non c’era bisogno del dizionario o dell’atlante, c’era lei!

E’ andata lontana, ma proprio ieri ho avuto nella mente i momenti passati quì in India con lei, appena sposati, 6 Febbraio 2010, dove eravamo ancora carichi di speranza e abbiamo vissuto questa terra e questo viaggio di nozze come due ragazzini, felici, anche se sapevamo (senza mai dirlo) che sarebbe stato ancora per poco, ma il fatto di aver “rubato” il pay off di vodafone con il “life is now” è stato di grandisismo aiuto in quei mesi per non pensare al domani ma vivere solo l’oggi, e così abbiamo fatto.

L’India è una esperienza importante per tutti, nonostante le mille sfaccettature e contraddizioni di questo paese, c’è tanto da imparare e tando da fare, quì.

Tutto è in movimento e nello stesso tempo cerchiamo di rimanere fermi a guardarlo, con la meditazione, lo YOGA.

Dopo questo momento nostalgico che condivido perchè anche questa è una esperienza, che spero serva come energia per le persone che stanno male, dare conforto alle persone che fanno fatica ad andare avanti, perchè la vita è adesso, e non dobbiamo guardarci indietro o guardare sempre avanti ma fermarci in questo momento e condividerlo, con gioia e dolore, ma adesso. Sto imparando questa lezione faticando ed arrancando nel mio dentro ogni momento rendendomi conto che la strada è questa e da questo perpetuare questo movimento per trasformarlo in ordinario pensiero giornaliero!

Sembra facile, ma non lo è per nulla, in particolare per un carattere come il mio che spinge sempre avanti come un forsennato, perchè dentro mi sento così, ma fermarsi a guardare l’alba questa mattina, e guardare lei stando io fermo è già un buon inizio di giornata, vuol dire che le valvole sono aperte ed il pensiero scorre fluido dando tanta energia per mettere insieme questi bei pensieri!

L’insegnante di YOGA che abbiamo quì è un Indiano che ha cominciato a fare YOGA da quando è ragazzo, ora ha 53 anni ma ne dimostra 20 in meno.

Nella ora mattutina ci sono la dottoressa Indiana che vive a Minneapolis, una ragazza Portoghese, ballerina, un uomo Australiano che vive in Irlanda. La ragazza Portoghese e l’uomo Australiano sono bravissimi a fare YOGA e ieri ovviamente sentivano di esserlo e io dall’altra parte ero un po invidioso, sentivo come se ci stessero mettendo al tappeto senza che avessimo fatto nulla, una dimostrazione di netta superiorità, qualche volta anche nel volerlo far vedere e dall’altra parte nel sentirlo nettamente.

Questo per dire che ieri la giornata è stata in salita partendo dalla sessione di YOGA.

Meno male che almeno una piccola base me la sono fatta con Karin Montali, la mia maestra, a cui sto pensando molto in questi giorni, e che mi ha consentito di non essermi sentito uno straccio pronto da buttare via nella sessione di ieri mattina, perchè questo era il movimento che avevo dentro.

Ieri ho preso qualche bastonata sulla testa ma stamattina ho tirato fuori il “jolly” mettendo sul tappetino i Cinque Tibetani che ormai conosco bene e ho guadagnato quel punto che mi ha portato allo 0… essere a meno mi dava proprio noia, almeno da zero si può cominciare. Sono rimasti stupiti ed è quello che volevo. Meglio uno zero contento che un meno uno angosciato.

Ho imparato una pranayama (tecnica del respiro) molto interessante, in particolare le femmine vorranno avere ogni particolare una volta letto questo articolo, visto che normalmente sono le più assidue alle diete. 🙂

Una respirazione, facendo brevi espirazioni con il naso della durata di uno, due secondi cadauna, in cui lavora il viso ma poi indipendentemente inizia anche lo stomaco, mi diceva il maestro, che serve a ridurre notevolmente la circonferenza e il peso in eccesso nalla parte addominale, quello più difficile da smaltire solitamente.

Diceva di seguire adagio adagio il percorso, a volte arrestandosi se si è stanchi, fino ad arrivare ad almeno 5 minuti al giorno e provarlo per 20 giorni e vedere i risultati, da stamattina sono al primo giorno e vediamo cosa succede nei prossimi venti.

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Se funziona lo vedo subito, anche perchè dopo le feste di Natale sono andato su di peso per almeno 2kg. stando attento oltretutto, e comunque in questi giorni ho già tirato via tutto, sto mangiando solo Ayurvedico, non prendo nulla da fuori, non esco da quì e non ho neppure tanta fame anche se talvolta un cioccolatino, biscotto o qualcosa di dolce me lo sbranerei… ma tengo duro! Fa bene, questo purificare il corpo è una cosa che si dovrebbe fare almeno una volta all’anno dicono nell’Ayurveda e la dottoressa ieri sera nella sua visita mi diceva che bisogna riportare in basso l’ama, (il concetto di tossina secondo la Medicina Ayurvedica) e per questo, ci vorrebbero tre settimane.

Le ho spiegato che noi “western people” fatichiamo molto a prendere tre settimane per andare a pareggiare i conti con il nostro ama, e dopo lunghe trattative (!), siamo arrivati a due, perchè se si comincia un poco prima andando verso questa direzione e con un fisico che risponde bene, possono essere diminuiti i tempi.

Due settimane è un tempo possibile and per noi “western” e posso dire che solo in due giorni ho già fatto grandi progressi. Potessi rimanere quì ancora una settimana lo farei subito ma la Luna Piena (27) e il deserto di sale mi aspettano insieme a questo amico e la sua Famiglia nel NORD dell’India in uno dei più grandi festival dell’India chiamato Rann Utsav Festival di Kutch, una data confermata da tanto tempo ormai.

Continuando nella giornata di ieri (in salita) mi sono accettato nel mood in cui ero sono rimasto nella mia camera quasi tutta la giornata. Il caldo quì è tanto e non sono abituato venendo dal freddo Italico.

Ma alle 16:55 è suonata la bandiera della riscossa….. garmin, pantaloncini, cardio, calze, canotta (leggerissima!) soldi, biglietto da visita di dove sono, il mio mobile Indiano, SCARPE e via… a correre in mezzo alle strade, e che strade!

C’erano 31 gradi, e si giravano tutti sconvolti a vedere una matto (sembrava che scappassi dall’ospedale) correre in mezzo alle strade. Qualche tempo fa una amica di Brescia, runner anche lei, si lamentava delle uscite sulla statale non ricordo quale… e ieri mi è venuta in mente; qualsiasi Statale anche la peggiore in Italia non puà essere paragonata ad una strada Indiana dove tutto passa, qualsiasi cosa, mucche e capre comprese!

Ho corso 10 K a 5:28, mi sono sciolto le gambe dopo la Mezza a Mumbai e sono rientrato contento.

Le endorfine, hanno fatto il loro mestiere e la giornata da “in salita” è diventata piana, consentendomi da passare momenti tranquilli.

Oggi replica!

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