re: 13.03.24 – Stramilano Agonistica Internazionale (troppe luci – poca pratica)

Stamattina ho corso per la terza volta in vita mia la Stramilano Agonistica Internazionale 21K.

Ricordo che la prima volta che mi sono iscritto, qualche anno fa, ero emozionato come un bambino piccolo, correre a Milano, con i migliori RUNNER a livello internazionale e la Milano che conta dell’atletica. Mi ricordo che mano a mano che andavo verso il Castello Sforzesco, dopo giorni e giorni di notti mezze insonni, i denti che grignavano, il piede di giorno che faceva tap tap in continuazione sul pavimento, mi sentivo sempre più piccolo, quasi a voler sparire in mezzo ai runner, quelli veri, e non un tapascione come me.

Arrivavo alla meta dove ci si prepara e vedevo tante persone piene di se, con fare dall’alto al basso… e mi sentivo il provinciale che arriva in città, quello che tutti additano perchè è ridicolo, ed ecco la voglia di nascondermi dietro agli alberi (non solo per fare la pipì) 🙂

Fra l’altro facevo parte di quelli “internazionali” correndo da sempre con la mia bandiera, la Grecia, e quindi anche da straniero mi sentivo…

Oggi, passato qualche anno, e qualche corsa in giro anche io l’ho fatta, non ho visto nessuno, vedevo la mia corsa e mi sono concentrato sulla andatura al K che avrei dovuto fare, dopo i 38K di Domenica scorsa, i 34 di quell’altra, in questo inverno che non termina mai, duro per le gambe e per la testa.

Arrivato al Castello diluviava, come da pronostici meteo.

I pronostici meteo, dicevano da una settimana che oggi avrebbe piovuto, possibile che i grandi ed inarrivabili organizzatori della STRAMILANO non abbiano consultato il Meteo? Forse erano troppo presi a fare altre cose che a preoccuparsi di quei 6000 (dicono loro) runners che hanno speso ben 30 Euro per correre questa gara?

Non c’erano tendoni sufficienti per cambiarsi, la gente era nelle gallerie dell’Arena e sotto gli alberi per cambiarsi prendendo acqua e vento da tutte le parti, con un esteso malcontento, ma la gara si deve fare, e la pazienza del RUNNER è infinita… troppa!

Alla fine partiamo, anche li un gran caos, nessuno alle gabbie e gente che si mette in prima fila con tempi che hanno poi fatto il famoso collo di bottiglia, sia per questo che per le pozzanghere, tanto che abbiamo tutti perso un sacco di tempo e concentrazione nei primi 3K fermandoci ben 6 volte 😦

E gli organizzatori? Pensavano ad altro… come sempre.

Nel percorso abbiamo trovato una valida squadra ai rifornimenti ma una pessima vigilanza che ha aperto varchi agli ormai conosciuti come “grandi maleducati automobilisti di Milano” che più di una volta ci hanno attraversato la strada con lo sconforto di tutti.

Lasciamo perdere i clacson, che nonostante in India si suonano sempre… alla Maratona di Mumbai non se ne è sentito UNO!

E poi… senza fiato, come sempre siamo arrivati all’arrivo… e ci aspettavamo delle belle cerate come alla ROMAOSTIA, o quantomeno delle protettive in quel materiale che ti tiene caldo di cui non conosco il nome, ed invece NULLA, solo qualche ragazza che ti tirava via il chip con fretta e freddezza e tutti dentro all tunnel obrobrioso dell’uscita, stando 25 minuti per poter arrivare al villaggio? dove c’erano le nostre sacche e li il disastro totale, la più mera disorganizzazione mai vista, nonostante la bravura e la volontà dei ragazzi dietro i banconi, ma erano troppo pochi, gli organizzatori hanno altro da pensare, chissenefrega se stai gelando, i brividi dapperutto e ci metti altri 20 minuti in fila, urlando e spintonando per prendere la sacca. Tanto siamo RUNNER, sappiamo adattarci a tutto, anche alle strafalcionate gare di Milano!

Avevo scritto sulla DJTEN e l’anno scorso sulla Maratona di Milano, dove poi il giorno dopo sono arrivati i grandi organizzatori a fare le scuse di quanto sia successo in quelle due gare, senza parole per quanta disorganizzzione e menefreghismo.

La Stramilano è anche peggio, perchè ha più risorse ma non investe nulla, nemmeno nella Medaglia, che fa pena!

Milano non è in grado di organizzare gare di Podismo all’altezza di questa città e delle aspettative degli atleti.

Se non fosse che abbiamo organizzato due staffette per la Relay Marathon a Milano per beneficenza, ne verrei via volentieri.

Ma ho deciso di non correre più a Milano, nonostante le critiche, i disservizi, le lamentele, gli organizzatori se ne fregano dei RUNNER e della grande volontà nel venire a correre con questi presupposti, ed io me ne frego di loro, a Milano non ci corrò più.

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re: Roma può aspettare…..

Sto preparando la Maratona di Rotterdam, il 14 Aprile, ed avevo il grande desiderio di andare a Roma, per la Maratona, che è il 17 Marzo, dopodomani, a farmi il lunghissimo.

Quel lunghissimo che nella preparazione di una Maratona è sempre quello che non ti fa dormire bene per qualche notte i giorni prima, che ti fa pensare durante gli allenamenti, che sta inesorabilmente arrivando, ma che inesorabilmente bisogna correrlo.

Quei 38K, sono basilari nell’allenamento per una Maratona e senza quelli, che vengono chiamati “lunghissimi” e che solitamente sono a cadenza bisettimanale 3 mesi prima della corsa, quella vera, aumentando di volta in volta, i chilometri, sono quelli che servono veramente a farti arrivare in fondo.

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Mio figlio, i suoi impegni, un pit stop che devo fare all’ospedale domattina e tutto l’insieme mi hanno fatto prendere la decisione di non andare a Roma.

Nel tutto l’insieme ci metto anche il fatto che ho desiderio di correre questi 38K nella calma, pensando ai passi che sto facendo, allenandomi ulteriormente a concentrarmi solo su quello che sto facendo, senza grilli per la testa, senza troppa gente intorno, solo con me stesso.

Ho trovato un aiutante, Paolo Landella, che mi darà i rifornimenti di acqua ogni cinque chilometri, voleva venire mio figio con un suo amico, ma per Domenica danno pioggia e freddo, ed in bicicletta per tre ore e passa diventa freddo.

Non ho scelto nemmeno una “tapasciata” , ce ne è una vicino a Lodi, Tavazzano, interessante, una 4-8-12-17-23, ma non ho voglia di due cose, la prima unire i chilometri per fare i miei 38 e la seconda che è per l’80% su sterrato, cosa che dopo l’esperienza dei 34K Domenica scorsa vorrei evitare, rimarrei impantanato sul serio questa volta.

Ho deciso di uscire da casa e mettermi sulla pista ciclabile dei Navigli, quella che una volta era la corsa della Milano Pavia, e facendo i conti da Rozzano con la Mappa, dovrei arrivare fino ad una paese appena prima di Pavia, Cassinino, e poi tornare indietro… 38 esatti.

Roma può aspettare, c’ero Mercoledì per lavoro e sarò nuovamente a Roma Lunedì, sempre per lavoro, ma la Maratona non riesco proprio a farla, il cuore è triste, la mente pure, il dovere mi costringe a rinunciare.

Buona corsa a tutti gli amici che corrono questa splendida Maratona, la mia prima nel 2009, e che il vento di Roma li spinga al traguardo gioiosi e pieni di entusiasmo.

Roma è la città più bella al mondo e se non fosse che la Maratona è “cosa nostra” senz’altro sarebbe la Città più importante al mondo dove correrla!

Buone corse a tutti!

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