re: controvento – against the wind

In queste giornate dove si fa festa o quantomeno la festa è collettiva e si sente in giro, si stende sempre una forte malinconia dentro il mio cuore.

Ricordi, ricordi, ricordi, che appaiono ogni momento nelle cose che fai, ad esempio stamattina andando al supermercato per fare la “spesa” di Ferragosto.

In questi giorni, sono fermo a Riccione, mia Madre non può più stare da sola, con Teodoro abbiamo dovuto rinunciare al nostro viaggio sognato che sarebbe dovuto incominciare domani, lui è contento lo stesso, siamo a Riccione e lui è praticamente nato quì, stando con sua Madre e me da quando è nato, sulla stessa spiaggia, con l’Angela, la sua bagnina e con tutti i suoi amici.

Abbiamo fatto il pranzo di Ferragosto e la santa pazienza di ascoltare mia Madre dire sempre le stesse cose per centinaia di volte, cominciare a mangiare non appena le si mette il piatto davanti, non aspetta nessuno, e le persone anziane fanno tutte così, e appena finito iniziare a togliere di corsa i piatti, come se ci stesse qualcuno dietro con la carabina per fare presto e ripetere sempre e sempre le stesse cose, fino all’esaurimento anche di qualsiasi pazienza, e meno male che c’è Teo, con cui di nascosto ci guardiamo e sorridiamo, complici di questo gioco chiamato vecchiaia e a cui nulla ci si può fare.

Ma ancora quanti sacrifici, l’altra sera camminando Teodoro diceva che avrebbe voluto vedere i suoi Nonni ancora in “gamba” mentre io gli ricordavo che erano così quando lui era piccolo, ad un certo momento mi ha guardato negli occhi dicendomi ” ma papà, io non ricordo nulla, e vedere ora mio Nonno (materno) e mia Nonna (paterna) conciati in questo modo mi fa solo una grande tristezza”.

Non ho saputo rispondere, questo ragazzo sta già pagando un grosso prezzo in questa vita ed ancora siamo in una situazione dove abbiamo sempre davanti la possibile “scomparsa” di persone che oltretutto al 80% non ci sono quasi più nelle testa e non possono trasmettergli quell’affetto di cui lui avrebbe bisogno e che anche se non lo fa quasi mai vedere all’esterno, gli manca, e tanto!

Si, ci sono io, faccio tutto quello che posso, ma anche io sono ferito, e questa ferita sembra faccia molta fatica quantomeno a chiudersi un poco, che sempre ci sono altre prove da affrontare, sempre controvento, sempre in salita direbbe un runner.

Poi ci sono le medicine, alle 8, alle 12, alle 16, alle 20, alle 22 di cui ogni volta dobbiamo fare una partita al ricordo perchè lei dice di averle prese e noi che le ripetiamo (per 100 volte) che non le ha prese… e quindi le prende! Ma poi per altre cento volte chiede… ma le ho prese le medicine? e cosi va avanti la nostra giornata, seppur di festa ma giorno Feriale per gli addetti ai lavori!

Sempre controvento, e così è stata gran parte della mia vita, ed in ricordo di un grande cantante Italiano scomparso da poco (Lucio Dalla) e che anche lui mi manca molto e credo che a tanti come me manchi, mi vedo molto in una sua canzone, Controvento appunto, che nulla c’entra con quanto ho scritto fino ad ora, ma che in qualche modo interpreta il mio stato d’animo e il desiderio di avere un momento di pace, che ormai da qualche anno non riesco a trovare.

Ieri una amica al telefono mi diceva di pensare “positivo” e così credo di fare quasi sempre, ma, e questa volta credo che il ma vada messo sul serio, potrebbero esserci dei momenti in cui anche il vento si ferma un attimo o una buona brezza ti spinge da dietro.

Buon Ferragosto a tutti, ed in particolare a quelle persone che soffrono, che sono sole, e che fanno fatica a trovare l’energia che in questi momenti necessitiamo e che ringrazio Dio,  di avermi dato.

Sempre avanti.

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In these days of holidays, the feeling of the party is collective and you can feel around, there is always a strong melancholy in my heart.

Remembers, remembers, remember, that appear every time in the things I do, such as going to the supermarket this morning to buy the food for our lunch today.

 

Italy is celebrating the 15th of August as festivity, (Ferragosto) is an important day remembering the assumption of Mary.

These days, I’m stuck in Riccione, my Mother can no longer stand alone, with Teodoro’s we had to give up our trip dreamed that would have start tomorrow, still he’s happy, we are in Riccione and he’s pretty much born here, being here with his mother and me since he was born, on the same beach, with Angela’s, his lifeguard and with all his friends.

We made lunch of “Ferragosto” and the holy patience to listen to my Mother always say the same thing hundreds of times, start eating as soon as you put the plate in front, waits for no one, and the elderly are all like that, and when finished running  to remove the dishes, like she had someone behind with the rifle to make things quicker and always and always repeat the same things, even to exhaustion of any patient, and thank goodness there is Teo, with which secretly we look and smile, complicit in this game called “old age” and that nothing we can do.

But still, many sacrifices! The other night walking, Teodoro’s said that he wanted to see his Grandparents still in the “leg” and I reminded him that they were when he was smaller, at a certain moment he looked into my eyes saying “but Dad, I do not remember anything, and now seeing my grandfather (maternal) and my grandmother (father’s) tanned in this way, just makes me very sad. ”

I could not answer, this guy is already paying a big price in this life and yet we are in a situation where we have always ahead the possible “disappearance” of people. The 80% of their brain isn’t anymore in this hearth and they can’t give him the affection which he would need and that even if he does not show almost ever outside, he misses, and much!

Yes, I am here, I do everything I can, but I’m hurt, and this wound seems to face a lot of effort to close at least a little, there are other tests to deal with, always upwind, uphill would say a runner.

Then there are the drugs, at 8, at 12, at 16, at 20, at 22, of which every time seams a game to remember when she says that they were taken and we repeat that (100 times) were not taken … and then takes them! But then for a hundred times asks … “but I took the medication?” and so goes our day, a Festivity, but a normal “working “ day for us!

Always against the wind, and so was most of my life, and in memory of a great Italian singer that died recently (Lucio Dalla) and that I also miss him very much and many Italians do, I see a lot in one of his song, Controvento (Against the wind), that has nothing to do with what I have written so far, but that somehow interpret my mood and the desire to have a moment of peace, which for some years now I can’t find.

Yesterday a friend on the phone told me to think “positive” and so I think I almost always do, but, and this time I think it should be read seriously, there may be times when even the wind stops for a moment or a good breeze pushes you from behind.

Happy “Ferragosto” to all, especially to those people who are suffering, who are alone, and who are struggling to find the energy that we need in these times and I thank God, for having given me.

Always ahead.

 

Lyrics to Controvento :
Navigando controvento
non sai cosa troverai
ma se hai qualcosa dentro
capirai
certo
se vuoi stare in pace
così serve navigare
se vuoi solo star tranquillo
basta galleggiare
e se poi davvero parti
e getti le tue cime in mare
chiudi gli occhi
non le orecchie
e sta ad ascoltare
puoi capire quali venti
spingeranno la tua barca
e puntare i piè potenti
per non farla rovesciare
conosciti
controllati
ricordati
non lasciare mai il timone
vai dove vuoi tu
il vento non sarà mai
il tuo padrone
la vita è come il mare sì
il mare che è davanti
acceleriamo
ma se la barca tocca il porto
e le vele abbasserai
stai attento quando scendi
quali venti incontrerai
e hai potenti della terra
tra bandirti e tra sciacalli
che neanche un briciolo di pane
lasceranno lì per te
Gesù Cristo era un pezzente
tutto meno che potente
nudo e sporco e sulla e croce
per non diventare re
non aveva in tasca niente
per camminare sopra il mare
lo seguiva la corrente
ed i venti da sfruttare
conosciti
controllati
ricordati
non lasciare mai il timone
vai solo dove vuoi tu
il vento non sarà
mai il tuo
padrone
la vita è un grande mare sì
il mare che hai davanti
a te
il vento non sarà mai il tuo
padrone
la vita è come il mare sì
il mare che hai davanti a te.

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re: diventare “vecchi” – getting old

Stamattina sono andato a trovare mia madre in questo posto dove l’hanno trasferita ieri, per la riabilitazione.

Nonostante sia a Cattolica, ai confini dell’Emilia Romagna, con tutti i canoni perfetti, puliti e dignitosi di come le persone in queste terre sanno fare, mi è venuto un nodo in gola.

Vedere mia madre, li da sola, in una camera con una persona accudita da una signora Ukraina, ma ormai “fuori di testa”, mi ha lasciato una profonda amarezza e tristezza dentro.

Siamo arrivati, Teodoro ed io, con un nuovo televisore, di colpo quella camera in un certo senso si è riaccesa, lei non ha mai smesso di sorridere, martedì compie 89 anni, con una vita a dir poco spericolata, ma sempre sorridente.

Ha perso i suoi Genitori a 24 anni, si è ritrovata a dover fare il capitano di industria per necessità nel ’47 , donna e sola, e poi mio Padre nel ’64 sempre in incidenti stradali e poi suo Figlio, mio Fratello Taffy nel ’77, e il tutto in mezzo ad una serie di alti e bassi che la vità ti offre su un piatto di argento, in entrambi i casi.

L’ultima “botta” quella di Betty due anni fa, Lei le voleva bene!

Raccontare la sua vita non basta un libro, sintertizzarla nemmeno, e per chi la conosce, capisce il perchè, ma nonostante tutto, sorrideva, anche in mezzo a quel nulla di quella stanza, in un posto dove la gente è messa li per morire e spesso dimenticata.

E di questo ho parlato a mio Figlio, e alla capo sala della Casa, alla quale ho detto di rimettercela in sesto il più presto possibile e mandarcela a casa.

Qualunque sacrificio, nottata, discussione, non saranno mai così pesanti da non garantire ad una persona che sta diventando “vecchia” quell’amore e quel sollievo nel rimanere nella propria casa, con le persone che ti vogliono bene, accudita, amata.

Un altra grande lezione è uscita oggi ad insegnare, e cosi essa sia!

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This morning I went to visit my mother in this place where they have transferred her yesterday, for rehabilitation.

Despite being in Cattolica, in the Marche Region, well organized, clean and dignified as the people in these lands can do, I had a lump in my throat.

See my mother, there alone in a room with one person cared from a lady Ukrainan, but now “out of her head,” left me with a deep bitterness and sadness inside.

We arrived, Theodore and I, with a new TV, all of a sudden the room in a way it is turned back on, she never stopped smiling, next Tuesday will turns 89, with a life nothing short of reckless, but always smiling.

She lost her Parents at age 24, she found herself having to make the captain of industry necessairly in ’47, and only one woman, and then my Father, always ina car accidents in ’64 and then his Son, My Brother, Taffy ’77, and all in the midst of a series of ups and downs that life offers you on a plate of silver, in both cases.

The latest “hit” to Betty two years ago, She loved her!

Telling her life is not enough just a book, not even sintetyze, and for those who know her, understand why, but despite everything, she was smiling, even in the midst of this nothing that room, in a place where people are put there to die and often forgotten.

And on this I have spoken to my Son, and to the chief room of the house, to which I said to put her on track as soon as possible and send her to us at home.

Any sacrifice, night, discussion, will never be so heavy as not to provide to a person who is getting “old” that love and that relief to remain in their own home, with people who love you, cared for, love you.

Another great lesson to teach is out today, and so it is!

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