re: lo Zio Sergio

Oggi è il 19 Giugno, come ogni giorno qualcuno compie gli anni.

Alcuni stolti, egocentrici e chiusi nel cervello ed altri geniali, generosi, aperti.

Il secondo caso riguarda lo Zio Sergio.

Sergio, si chiamava Cannara di cognome ed era il Fratello minore di mia Madre.

Nato nel 34’ oggi avrebbe compiuto 82 anni se non fosse passato in un tragico momento in cui ha deciso di andarsene via da questo mondo.

Sergio era mio Zio, Zio con la Z maiuscola ma non basta, a lui dissi quando compì i miei 18 anni, che per me era stato come un Padre, e lo sarebbe stato per sempre, nel mio cuore, nel mio amore.

Sergio era un Gemelli, come mio figlio, due facce, due personalità complesse, una sorridente, espansiva, pronta a tutto, dal divertimento a correre a velocità incredibili con le sue meravigliose automobili, ad invitare tutti i suoi amici per stare insieme, in feste goliardiche piene di grandi emozioni e di gran belle ragazze.  Ricordo con i miei cugini, che quando arrivavano, ci nascondevamo dietro al divano perché erano talmente belle che ci vergognavamo dalle stupidaggini che dicevamo con la paura che in qualche modo ci avessero sentito. Non eravamo ancora ragazzi.

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Sergio in una sua classica espressione

L’altra faccia era introversa, quasi impaurita della vita, con tutto il buio che queste situazioni ti presentano.

Sergio aveva tante passioni, passava ora concentrato a fare dei puzzle impossibili, correva da campione in automobile da professionista, amava il lavoro che faceva e che aveva ereditato dai suoi genitori, i bottoni.

Bastava dire la sola parola ‘bottone’ o ‘madreperla’ per vedere illuminarsi gli occhi, da quella incredibile passione che questa attività gli aveva donato, portandolo a collezionare una vastità incredibile di, posso chiamarli gioielli, in madreperla, provenienti da tutto il mondo, speciali, come lui!

Sergio era un uomo generoso, comprensivo, a volte metteva paura vista la sua stazza, tutti dicevano che somigliava a Bud Spencer, ed era vero, quando era nell’altra personalità metteva un po’ paura, era meglio stargli alla larga. Bastava una sua occhiata per capire tutto e darsela a gambe in spalla.

Nel 47’ aveva provato la più grande sofferenza che possa accadere ad un bambino, il perdere un genitore, in questo caso perderli entrambi, per una lastra di ghiaccio, sempre su un automobile, nei pressi di Seriate.

Aveva 8 anni ed è rimasto orfano di tutti e due, persone splendide grani lavoratori, incredibili genitori, lei Milada, Ceca di origine con una educazione quasi principesca e un percorso di studio nell’eccellenza, lui Amato, di Tolentino, un uomo Marchigiano puro sangue, con tutte le meravigliose qualità della gente delle Marche.

Insieme avevano costruito un Famiglia ed un bottonificio, con tanta fatica e volontà, ed improvvisamente in un momento se ne sono “andati” lui sul colpo e lei due giorni dopo con immani sofferenze.

Mia Madre mi raccontò che per 10 anni non furono capaci di festeggiare un Natale, la botta era troppo grossa e nulla sarebbe riuscita ad alleviarla se non il tempo.

Si, il tempo! C’è voluto tutto questo tempo perché riuscissi a parlare di Sergio. A volte la sofferenza è così grande che scrivere di una persona è come averla lì vicino e per me lui lo è sempre stato, anche da quando non c’è più, come un Padre, non si scorda mai.

Sergio era generoso, l’esperienza che aveva avuto gli ha lasciato un segno tristemente indelebile e ricorderò sempre quando sono rimasto io orfano di Padre a 5 anni e con mia Madre molto rotta, era nuovamente su una automobile ma con mio Padre che morì sul colpo e lei miracolosamente si salvò, il suo arrivo al Collegio San Francesco di Lodi, per prendermi e portarmi via, nella sua casa, nella sua Famiglia, per farmi sentire ancora vivo e non abbandonato da tutti.

Si abbandonato, la parola che mi segue fino da piccolo, per le cose tristi che la vita ci riserva e per le quali combatto da quando avevo 5 anni.

Avevo perso la mia tana, i miei genitori, mia nonna scomparsa, erano tutti andati via e Sergio venne a prendermi per portarmi nella sua casa come un Figlio e facendomi sentire di avere un Padre.

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1964 – Collegio San Francesco, Lodi

La stessa cosa, nonostante il carattere ribelle ed estroverso, la fece mia Madre con lui, prendendosene cura nonostante la sua giovane età all’epoca, aveva 24 anni ed un fratello maggiore completamente dedito alle sue avventure della vita, alle quali non poteva fare a meno e probabilmente gli servirono per cancellare quei ricordi di 5 anni di una guerra in cui i suoi occhi videro tutto.

Sergio era un persona speciale, sapeva riunire tutta la Famiglia, Busseto era il mio centro del mondo, “l’ombelico del mondo” come scrive Jovanotti, quel posto dove ti senti sicuro, quel posto dove ho trovato amore, compassione.

Desidererei che fosse ricordato in modo migliore di quanto sia stato fatto fino ad ora perché le persone speciali meritano un posto speciale su questa terra, anche se sono andate via.

Ciao Sergio, ti voglio bene!

 

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Lo Zio Sergio dal davanzale del suo ufficio al Bottonificio.

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Alcuni pezzi da “novanta” della collezione di Sergio si possono trovare su questo link:

Antichi Ventagli della collezione Sergio Cannara

Gli aneddoti e i ricordi dello Zio Sergio:

  1. tutte le volte che tornava dalla Germania ricordo ripetesse sempre la frase che i tre punti indipensabili per fare funzionare bene una azienda sono: l’organizzazione, la produzione e la distribuzione.
  2. Una volta mi misi al volante da ragazzo con lui a fianco, ero molto in soggezione, avere un pilota di fianco non sapevo se avrei quantomeno messo la prima e mollato la frizione senza far spegnere la automobile. Misi le mani al volante e le bracci dritte tese, mi disse subito che non si tengono mai le braccia tese al volante ma sempre piegate.

 

 

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2 Responses to re: lo Zio Sergio

  1. Pier Paolo says:

    Ciao Nicolas, mi è piaciuto quello che hai scritto … faccio solo una piccola correzione sull’anno di nascita, nostro padre era del 1934 ….
    Pier

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