re: tendinite fascite plantate

Da alcuni mesi sto soffrendo di questo fastidioso dolore che non lascia scampo allo smettere di correre per farlo guarire.

A parte l’aiuto delle onde d’urto e dell’aiuto dell’amico Sergio Migliorini, oltre al ghiaccio, grande alleato, ho scoperto a Londra in Aprile, durante la Maratona, questo paio di calze proprio per la tendinite.


La societá si chiama Falke e sono andato a vedere il loro sito:

http://www.falke.com/cy_en/sport/

Dopo tanti mesi, oggi sono riuscito a correre 20K non stop, grazie anche a queste calze ottime.

re: ma anche a 57 anni l’autostop funziona ancora

Nel mio viaggio in Francia in bici mi trovavo a Ducey ed essendo anche in procinto di preparare una Maratona il 9 Ottobre prossimo, devo fare sempre i conti con la strada da correre, la fascite e la tendinite, rompi compagne di avventure.

Ho deciso che sarei andato a Mont Saint Michel, meta del mio viaggio, a piedi.

Le indicazioni segnavano 19 chilometri e andata e ritorno avrei camminato e cercato di correre un poco. (consigli di Fulvio)

Non certo della performance nella corsa dovendo portarmi dietro almeno un po di cambi e maglie per il ritorno ho deciso di correre 15K subito al mattino e poi andare a Mont Saint Michel solo a piedi.

E così ho fatto, soltanto che l’indicazione chilometrica era errata e anzichè 19K erano 27 e avanti e indietro diventava troppo considerando anche i 15 al mattino.

Così uscito da Mont Saint Michel ho fatto qualche chilometro fino ai parcheggi e ho chiesto come tornare e mi hanno spiegato che l’unico mezzo erra chiamare un taxi o…. l’autostop anche se mi guardavano già stranamente.

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Uno dei bigliettari dell’autobus mi ha dato gentilmente carta e penna e ho scritto la mia destinazione, sono andato fuori dai parcheggi e ho messo fuori il dito con il mio bigliettino.

Mi sentivo un po in imbarazzo perchè erano praticamente 40 anni con non facevo l’autostop ma coraggio…. ci sono riuscito tanto 40 anni fa perchè ora no?

E con grande sorpresa dopo la terza auto si è fermata una coppia di ragazzi di cui uno lavora come cameriere in un ristorante dentro Mont Saint Michel che mi ha detto che non andava a Ducey ma a 6 chilometri e così mi hanno preso su e lasciato ad una rotonda a “soli” 6 K da Ducey. Di nuovo fuori il dito, sono passate 11 auto, di rado per altro, e già mi sentivo di doverla fare a piedi anche se i piedi erano cotti e anche tutto il resto dopo una giornata intera a camminare sotto il sole e la 12ma….. si è fermata!

Un tipo simpatico ed in auto c’era un odore terribile, era un veterinario delle vacche e girava nella fattorie a fare i vari controlli e vaccinazioni.

Stava anche lui a Ducey in albergo ma era di Rennes.

E fra l’altro vedendo la stanchezza mi ha accompagnato davanti al mio alloggio.

Ho sorriso, a 57 anni si può fare e la gente è contenta di farlo.

 

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re: #ilcamminodimontsaintmichel

Scrivo solo oggi (24.08) ma questo “viaggio” è cominciato Lunedì 15 Agosto da Milano, dove, dopo qualche settimana di so, o non so, se posso partire, finalmente sono uscito da casa mia in bicicletta per andare a prendere un autobus! a Lampugnano.

Destinazione Parigi, con bicicletta, via Strasburgo, e quì comincia il mio viaggio.

#ilcamminodimontsaintmichel

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Quindi dopo aver cercato di sitemare al meglio tutti  ho deciso di chiedere ad un ottimo ex campione di ciclismo, Luigino Chiodini, di mettere insieme una bicicletta che mi portasse in giro per qualche centinaio di chilometri.

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Eh si, è di questo che si parla, della bicicletta,  che da qualche mese ho cominciato ad adoperare per l’infiammazione del tendine di achille unito ad una fascite plantare che ti costringe a non correre e trovare il mezzo alternativo.

Ma da prima non mi piaceva, ero terrorizzato solo al pensare di andare in bicicletta ma poco a poco, chilometro dopo chilometro, è cominciata a piacermi fino a ritrovarmi quì nella parte più nord di Europa a fare un viaggio da solo in biciletta, carico come un somaro.

La destinazione iniziale era il cammino di Santiago, che da tanto tempo avrei desiderato fare, ma avendo sentito troppa gente parlarne per andare mi è sembrato che il Cammino di Santiago, almeno in questo periodo, sia diventato un luogo tipo vacanziero, pieno di anime e poco silenzioso mentre io ho bisogno di tutt’altro.

Ho deciso dunque di crearmi il mio “cammino” in un viaggio solitario.

Nei prossimi giorni racconterò questo viaggio con tutte le cose che possano essere utili a chi lo vuole fare.

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