re: vado a trovare me stesso – 21 Gennaio – ALUVA, Kerala

Ieri è stata una giornata storica, sono riuscito a fare tutto, prima di tutto svegliarmi, poi correre, finire, fare un sacco di foto con la gente per strada che voleva un “momento” con uno straniero… fare le valigie, lasciare il bellissimo posto dove ero, salutare e andare all’aeroporto.

Prendere un aereo per me da qualche anno è diventato un problema, non perché abbia paura dell’aereo, ma perché ho un sacco di altre paure che butto sull’aereo!

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Prima o poi risolverò anche questo problema, con l’aiuto di quello che sto facendo.

Per questo mi porto sempre dietro un po di xanax, e al bisogno qualche goccia.
Memore della partenza trambusta da Milano e andando verso confini ignoti… mi sono detto, prendiamone un pochino in più del solito e ne ho prese 15 gocce pari ad una pastiglia e mezzo da 0,25mg e sono andato in dormiveglia, non riuscivo a tenere aperti gli occhi.

Per non avere stress sono salito sul taxi per andare all’aeroporto 3,5 ore prima, e ci vuole una ora per arrivare al domestic airport di Mumbai.

Destinazione KOCHI, Cochin dicono qui, nella regione del Kerala, a circa 2 ore di aereo da Mumbai, in pratica come un Milano Atene.

Mentre scrivo, sono le 10:00 di sera + 4,5h ci sono 36 gradi! CALDO!

Destinazione, un ospedale Ayurvedico, anzi, diciamo una clinica, che preoccupa meno.

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Comunque sia sono al Sarathy Ayurvedic Hospital, dalla dottoressa Lathika, una casa con una quindicina di camere, a 5K da Aluva, nel mezzo di natura, verde, animali e fiume antistante.

Un piccolo paradiso, caldo, dove praticano quello che da qualche anno sto seguendo con attenzione e che per la prima volta ho deciso di provare direttamente in loco.

Premetto che ci sono tantissime cliniche Ayurvediche alla “moda” in riva al mare con Bungalow e vista solo su una particolare malattia, lo stress da troppo tutto e l’illusione di venire in questi posti e con qualche trattamento passa tutto.

Non è così, questa è una vera clinica, ci sono malati Indiani e qualche straniero di cui una signora di origine Indiana, dottoressa anche lei, che però vive a Minneapolis da quando è nata e viene anche lei qui da tre anni ormai.

Quindi, posto “giusto” niente offerte turistiche ma cose concrete, anche se senz’altro le turistiche sono belle e divertenti, ma non è quello che sto cercando.

Devo ringraziare un amico, Ranjan, che vedrò fra pochi giorni al Nord dell’India, il quale attraverso un suo amico che vive a Kochi, mi ha trovato questa soluzione.

Sono mesi che leggo Deepack Chopra e non ultimo sono andato a sentirlo poco tempo fa a Roma, e sono convinto che questa medicina sia una buona base di cura, appunto nella cura di base, dove il problema si risolve dalla sua base e non come fa la medicina tradizionale nel colpirlo quando è già in moto.

Apro un lungo tema lo so, si dicono milioni di cose su questi temi, chi ci crede, chi non, chi a metà, chi non vede neppure ecc.

Io credo che ognuno di noi debba essere convinto di ciò che sta facendo, consigliato senz’altro da persone esperte, che ne sanno più di lui, ma la decisione finale deve essere sempre e rimanere tua.

Oggi comunque, risvegliatomi dalla botta di benzodiazepine della sera prima (a proposito di medicine…) mi sono ritrovato ad essere visitato dalla dottoressa e dalla sua assitente.

Cambiato tutto per 4 giorni, alimentazione (solo vegetale) e alle 7 del mattino YOGA, poi colazione e poi tempo libero e meditazione a mezzogiorno.

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Di pomeriggio invece si fa il trattamento che si chiama anche massaggio ma non andiamo fuori strada… non è “quel” massaggio che si può pensare.

Consiste in due uomini, forzuti ed esperti, che ti fanno sedere su uno sgabello ed iniziano a cospoargerti l’olio medico, due tipi, sulla testa massaggiandola.

Poi ti fanno sdraiare in 4 posizioni diverse su un tavolo fatto apposta, a pancia in su, di traverso a destra, pancia in giù, di traverso a sinistra, massaggiandoti e riempiendoti di olio da ogni parte del corpo, schiacciando anche forte su alcuni punti, piedi, gambe, braccia e mani in particolare.

Non ho urlato quando andavano diretti sulle gambe, chiedendo però di fare più adagio perché avevo una Mezza nelle gambe… hanno fatto finta di capire ma sono andati avanti lo stesso!

Stasera è venuta in camera la dottoressa ed assistente per sapere come stavo e come era andato e le ho esternato la mia soddisfazione.

Nel pomeriggio, mi sono seduto su una panchina in riva al fiume, a leggere un libro, di Deepack Chopra naturalmente…. Ma finalmente dopo tanto tempo ho avuto un attimo tranquillo pensando a me stesso.

E’ cominciato il viaggio, andiamo avanti!

re: torta di pere e cioccolato Vegan

Fino a qualche tempo fa conoscevo ben poco della cucina Vegana e Gianpiero Capra, amico, osteopata, aggiusta ossa e mente, mi ha insegnato un posto in Via Crema, (porta Romana) a Milano, dove sto imparando un sacco di cose, (Mens@Sana)

Oggi, mi sono lanciato, purtroppo scoprendo che il termostato del forno si è rotto… quindi cottura ad occhio…  con la mia prima torta senza latte, uova e burro, e l’ho sfornata poco fa riempiendo la casa di un dolce profumo.

Teodoro, rideva come un matto quando mi sono messo in cucina preso con farine integrali, latte di soia ecc. ma desideravo tanto fare questa cosa perché a casa nostra, da quando è nato e prima,  c’è sempre stato un dolce la Domenica, nei momenti belli ed in quelli brutti,  acquistato da me oppure fatto dalla Mamma.

Avendo scelto, insieme al mio medico di Famiglia, di fare una prova nell’alimentazione di non mangiare più latticini per 2 mesi, non stavo più prendendo la torta della domenica da 3 settimane.

Siamo stati in giro in queste ultime Domeniche quindi non era evidente la mancanza. Oggi si.

La parola “mancanza” è molto forte nel nostro vivere quotidiano, è dappertutto, in tante cose, ed anche in questa stavo facendomi i complessi per Teo, prima il papà che non faceva mancare mai una torta e semmai la Mamma  pensava lei a farne una, e tutto ad un tratto prima sono “volate via” quelle della Mamma e poi ci si mette anche il papà?  Troppo!

Oggi poi piove, è una giornata uggiosa, siamo a casa e quindi mancava la torta….

Mentre scrivevo questo articolo è entrato Teo in casa quasi urlando.. “la torta?” e ha subito voluto assaggiarne una fetta, ancora calda e senza zucchero velato sopra…

La soddisfazione di vederlo felice non ha parole o fatiche, qualsiasi genitore può capire  questa emozione.

Anche se fosse terribilmente cattiva direbbe che è fantastica per farmi contento e comunque come “prima” è andata bene!

Almeno lei, oggi non è mancata!

Ed ecco la ricetta ringraziando  http://www.veganhome.it

torta pere e cioccolato Vegan

Ingredienti per 6 persone

300 g di farina integrale bio (o un mix di farina di farro e farina di grano, a vostrascelta)

200 g di zucchero di canna bio

un bicchierino di olio extra vergine di oliva

150 grammi di cioccolato fondente

250 g di latte di soia

una bustina di lievito vanigliato

5 pere williams piccole bio

un pizzico di sale

cannella

zucchero a velo integrale bio

Preparazione

Mettere farina, zucchero, sale, olio, latte di soia e lievito in una ciotola e mischiare con un cucchiaio di legno. Aggiungere quindi le pere tagliate a tocchetti e rigirare delicatamente.Foderare una teglia tonda media con la carta forno e riversare l’impasto. Infornare quindi in forno già caldo, regolare su una temperatura media e far cuocere per circa35-40minuti.

Controllare con uno stecchino che la torta sia pronta (lo stecchino deve uscire perfetta-mente asciutto) e in caso lasciare ancora in forno a temperatura minima per qualche altro minuto. Come di consueto la cottura al forno varia anche da forno a forno, dunque regolatevi di conseguenza.

Una volta pronta, far intiepidire e mettere la torta su un piatto da portata, spolverare di cannella e zucchero a velo.

E buon appetito!

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