re: coincidences

Yesterday I was driving back from a business meeting held in Provaglio di Iseo and I went to the cemetery to visit the graves of my father and my wife. There was nothing particular, just the feeling to visit my father and her in Palazzolo sull’Oglio where they are buried.  When I was there, I had the wanting to go to the flower shop nearby and buy a red rose for Elisabetta’s.  I then went back and left the rose on her tomb. She was appreciating this small gesture.

08.2006 Isle of Naxos - Greece

This morning at 6:45 I left my home to go running in Gorgonzola and I switched on the car where the radio is switching on meanwhile, and what was the song that was starting to play in THAT moment?

Bitter sweet symphony, (Verve) – Our song!

I wrote today on my FB official page, a quote from James Redfield (The Celestine Prophecy) that says:

“The First Insight occurs when we become conscious of the coincidences in our lives”

Yes!

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re: e poi si prende il volo… re: and then they open their wings and fly away.

6 anni fa quando morì Betty, mio figlio Teodoro stava per cominciare la prima media nelle scuole di Basiglio.

Mi permisi un giorno, durante una ricognizione da un mio cliente per acquistare le lim per la scuola, di chiedere alla professoressa che stavo accompagnando, trovandomi a crescerlo da solo, quale sarebbe stata la cosa più importante per un genitore nei confronti di suo Figlio.

Lei mi disse, dopo un esperienza di quasi 35 anni con i giovani e la scuola, che la cosa più importante che deve fare un genitore è lasciare la libertà al proprio figlio, con un esempio molto semplice.

17.09.20 Teo's departure to England

Noi siamo gli addetti alla costruzione delle ali, e per quello dobbiamo mettere tutto noi stessi, ma una volta costruite sono loro che prendono il volo.

E oggi è successo questo, mio Figlio è partito per la sua strada, sua scelta, suo viaggio, sue ali.

Io rimango a guardare, pregando per lui ogni giorno che la gioia e la serenità nel cuore sia sempre con lui e quel pizzico di fortuna lo aiuti a trovarsi.

PS la professoressa che stimo per la sua grande capacità di insegnamento ed umanità è Viviana Ponti.

Grazie, se mai lo leggerà!

ENG

6 years ago when Betty died, my son Teodoro’s was about to start the first class in the middle school at Basiglio, a village south from Milan.

One day, during a reconnaissance by a customer to buy several IBW for the school, I did ask the professor I was accompanying, finding myself growing a son up alone, what would be the most important thing for a parent to his Son.

She told me, after almost 35 years of experience with young people and school, that the most important thing a parent should do is to give freedom to his son, with a very simple example.

We are the wings builders, and for that we have to put all ourselves in effort, compassion, understandng, be patient, but once they are built are their wings!

And today this has happened, my Son has departed for his way, his choice, his journey, with his wings.

I remain watching, praying to him every day that joy and serenity in the heart is always with him and that pinch of luck help him finding himself.

PS The professor that I appreciate for her great capacity in teaching and humanity is Ms. Viviana Ponti.

Thank you, if she’s will ever read it!

 

re: il Cammino di Santiago giorno 12 21.08.2017

Partenza da Bordeaux in treno, passando da Bayonne e arrivo a Saint Jean Pied de Port, da quì parte il Cammino di Santiago più comune.

Alla stazione di Bordeaux mi ha sconvolto il fatto che per le bici c’è un passaggio senza scale per arrivare fino al binario. Non ho quindi dovuto scaricare tutto, scale ecc, un lusso!

Nel viaggio fino a Bayonne un po di tutto ma nel cambio per Saint Jean Pied de Port un trenino piccolissimo e la maggior parte delle gente, di tutte le razze di questo mondo, per andare a fare il cammino, anche 3 ciclisti.

Arrivato a Saint Jean Pied de Port mi è venuto un accidente, sembrava essere a Riccione a Ferragosto, una marea di gente, bancarelle, casino, traffico insomma molta confusione.

Sono letteralmente scappato, non passando neppure dal primo punto di accoglienza del Pellegrino, ma ho infilato la strada per salire sui Pirenei.

E da li è cominciato il “Golgota” nel senso che non avevo mai fatto una salita del genere in vita mia in bicicletta, carico come un mulo.

Fare 21K di file fermandosi una sola volta e riempiendo la borraccia con l’acqua nelle sacche mentre andavo mi ha fatto venire in mente la storia di Fausto Coppi e Gino Bartali con il famoso passaggio della borraccia. Non so come ho fatto, con tutti i rapporti al massimo ovviamente ma sono arrivato in cima, felice di questa nuova esperienza.

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Dati Tecnici:

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re: il Cammino di Santiago giorno 11 20.08.2017

Oggi siamo statici, nel senso che non si pedala ma si corre, un lunghissimo di 28K.

Come ogni Maratona, un lunghissimo ha anche lui la sua storia.

Una cosa che ho definitivamente compreso è che i lunghissimi che facevo nelle tapasciate che non avevano la distanza prevista es.: un 16K e un 12K in cui prima facevo un giro e poi l’altro, non fanno per me.

Arrivare in fondo ad una meta e dover cominciare di nuovo, psicologicamente mi smonta ed ecco perché spesso in passato ho corso dei lunghissimi mediocri.

Mi piace partire ed al limite fare 14K in andata e 14K in ritorno, ma non aggiungere giri vedendo gente che li ha finiti e quindi andando ‘fuori di testa ‘

Mi piace correre da solo, e il lunghissimo lo trovo un lungo momento di una moltitudine di pensieri e di mettere in silenzio il cervello, cin qualche mantra ripetuto per N volte e sempre al ritmo con cui poi correre.

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Sembra strano, ma la cadenza che metto nel cervello pensando al Mantra riesce a farmi tenere, e qui si parla di ore, la cadenza e/o il passo che devo tenere.

Mi interessante è anche poterli fare in posti diversi, ma con le dovute accortezze (rifornimento di acqua ad esempio) posso farlo sul Naviglio andando per 14 e tornando per altrettanti.

Qualche voce dice che bastano anche pochi lunghissimi per correre una Maratona ma sempre di più credo non sia vero.

Il lunghissimo fatto bene è fondamentale e oggi per me è stato così, un bel lunghissimo.

re: il Cammino di Santiago giorno 10 19.08.2017

Quante strade, quanti posti.

Questo ultimo, dopo 3 giorni da oltre 100 chilometri al giorno, con l’albergo in cui sono è quasi davanti alla Stazione dei treni.

L’albergatore mi avvisa che la strada per Bordeaux in bici è molto trafficata e decido quindi di prendere un comodo treno ed andare a Bordeaux.

Dico comodo perché la Francia ha particolare attenzione per i ciclisti e sui treni ci sono appositi spazi per le biciclette, comodissimi, perfetti!

Arrivo a Bordeaux che non conoscevo per nulla e trovo una splendida città, con una calma esemplare e la gente, di tutte le razze sorridente.

Sono andato a fare il timbro alla Cattedrale e c’era un Matrimonio, un bel segno di fortuna vedere la sposa, per la tradizione Greca.

Da li mi hanno mandato alla casa del Pellegrino dove due arzilli signori mi hanno ospitato offrendomi come prima cosa un bicchiere di vino! Siamo a Bordeaux, che altro 🙂

Ed ecco che ho preso la Carta del Pellegrino del Cammino di Saint-Jacques con il timbro e che oltre al libricino dove mi hanno apposto gli altri, sarà con me in questo viaggio.

Sono a metà strada, con le gambe che hanno fatto un rodaggio eccellente.

Prima di alloggiare in hotel/appartamento di proprietà di una famiglia Greca, sono andato in un negozio di Running per chiedere quale sarebbe stato il tratto consigliato per il lunghissimo di domani.

E li ho incontrato una bella persona, Laurent con cui abbiamo scambiato chiacchiere, indirizzi e regali.

Del resto siamo una tribù e come tali ci si aiuta l’un con l’altro!

Gran bella cosa!

re: il Cammino di Santiago giorno 9 18.08.2017

Dopo la durissima giornata di ieri, oggi sapevo lo sarebbe stata ma ho deciso di fare al massimo 80K.

Sono partito da Angoulême a buon ora ed è iniziato il “calvario” del su e giù, che spezza davvero fiato e gambe.

Ma non bastava, ci si è messo anche il tempo a fare le bizze e prima pioggia forte e dopo un temporale con grandine mi hanno fatto fare tante docce dove non c’era nessun punto del mio corpo asciutto.

Mi è venuta alla mente:

A hard rain’s A-gonna fall – Bob Dylan

Esattamente la fotografia del momento.

Sacche della bici hanno invece tenuto il diluvio universale perfettamente. Evviva!

Particolare che durante le “docce” mi è venuta e restata nella mente la Gazza Ladra di Gioachino Rossini, La Gazza Ladra di Gioacchino Rossini.  Opera di grandissimo valore che fino da piccolo mi ha conquistato.

 

Dopo 25K la graditissima sorpresa di trovare una “Via Verde” che ha pochi dislivelli ed è fatta proprio per le bici, progetto che fa parte della EURO 3 e che senza sapere mi sono trovato per ben 40 chilometri, in cui ho volato alzando tutte le medie e quasi riposandomi.

Ad un certo punto del viaggio sulla sinistra un cimitero e vedo un Piramide dentro. Non ho potuto non fermarmi e sono andato a vedere.

Una Piramide vera, in miniatura naturalmente dove dentro leggo che c’è il Signor Guy Battu.

Devo dire che fa un effetto particolare trovarsi un monumento così nel mezzo delle colline francesi, ho fatto qualche foto e poi sono andato a cercare notizie di questa persona.

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Era Guy Battu che, “per introdurre un po’ di armonia nel disordine del mondo”, desiderava avere la sua futura e ultima dimora costruita per riposare con sua moglie Claudine.Ispirazione dallo storico greco Herodotus.Francis Nezereau è riuscito a concepire la sua architettura e Michel Poulailleau, un muratore, lo ha reso reale.Jacky Jousson, artista, ha assicurato l’ornamento. Il posto è, a dir poco, molto nobile, ma soprattutto sorprendente.

L’epitaffio dei due abitanti futuri può essere letto: “Non dire che hanno perso la vita, dì che l’hanno restituita”.Una bella lezione di filosofia.

Purtroppo la “Via Verde” è terminata e sono arrivato con le ultime forze a Coutras dopo avere fatto ancora 100K.

 

Dati tecnici:

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Due cose che i ciclisti di esperienza sanno benissimo, ma io come neofita sto imparando.

Mi porto dietro una borraccia di acqua e nello zaino anteriore 3 bottigliette, quindi un totale di 2 lt. Quì non fa caldo ma bevo tutto e a volte acquisto una bottiglietta o due per strada, di solito arrivo che non ho quasi più acqua. Mi ricordo che DEVO bere, e lo faccio costantemente senza avere dei tempi come la corsa (es ogni 5K nelle gare) ma viene in mente e allora anche se non ne desiderio bevo. E’ indispensabile farlo sempre.

Stessa cosa vale per il mangiare, ora non so se le calorie che conta il Garmin siano effettivamente quelle, nel caso di oggi 2547 C come scrive il pannello, me devo dire che dopo una colazione molto abbondante e quì in Francia è facile con le Petit Dejeuner, dopo ho con me qualche biscotto, molta frutta, oggi ad esempio ho mangiato due mele, due pesche ed una banana e anche li spesso faccio il pieno, mai tanto ma costante.

Ho già provato cosa significa rimanere senza benzina in bicicletta e l’effetto è sconvolgente perchè di punto in bianco non ne hai più, per te, per tutti. Non riesci quasi a fare una pedalata, tremi, insomma, una sensazione davvero spiacevole.

Mangiare costantemente, in particolare stando sulla sella così tante ore è indispensabile.

Se poi capita di fermarsi in una Boucherie quì in Francia, l’imbarazzo della scelta per un “tirami su” immediato. E ci vuole!

Fermarsi ogni tanto fa altrettanto bene, specie se si è inzuppati.

re: il Cammino di Santiago giorno 8 17.08.2017

Questo oggi essendo da solo, bravo me lo dico io direttamente.

In realtà me l’ha detto anche l’unico ciclista che ho incontrato in quasi 7 ore di bici. Un bel Bravò in Francese.

1250 mt di dislivelli, avevo paura dei Pirenei ma sto allenandomi in un su e giù continuo, un paio di volte mi sono dovuto fermare e spingere la bici, una volta mi sono seduto su una panchina ed istantaneamente addormentato sul tavolo!

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Giornata dura, almeno 10 ho detto basta, ma non so, già da due giorni avevo desiderio di venire in questo posto (Angoulème) e alla fine ci sono arrivato.

Ho “sognato la Pianura Padana” ma le colline francesi offrono spunti incantevoli. Per due ore non ho incontrato nessuno e viaggiato in mezzo alla foresta, bello sentirsi davvero soli, fa bene.

Dati tecnici:

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