re: Betty’s roses

Betty’s was  graduate in agriculture, loved flowers and nature. In 2001 she planted a small rose plant, which today is a large bush.

Many people who live in the farmhouse “Torriggio” came to collect one, she was happy, and today has become almost a ritual.

This year my son will also pick up from his mother plant, one, to give it up 🙂

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Betty era laureata in agraria, amava i fiori e la natura. Nel 2000 piantò una piccola pianta di rose, che oggi è un grande cespuglio.

Tante persone che abitano nella Cascina venivano a raccoglierne una, lei ne era felice, ed oggi è diventato quasi un rito.

Quest’anno anche mio figlio ne raccoglierà una, dalla pianta di sua madre, per donarla.

 

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re: Indipendence day


Although we had to emigrate, although my country is far away, my heart and my soul are always there and always hope that the pride of our people and the infinite desire of our country, are always pushing to get up from this bad fall.

re: parco Uditore – Palermo

Ieri ero a Palermo e sono andato a correre con Giorgio Cambione al Parco Uditore nel consueto appuntamento del sabato mattina di Park run http://www.parkrun.it/

Prima dello start, sempre alle ore 9:00, un ragazzo, giovane, bello, pieno di energia, con estrema modestia è venuto davanti a noi a raccontarci le attività di questo parco e della associazione che insieme a tanti ragazzi come lui ha creato per tenerlo in ordine, a posto e frequentabile da bambini, mamme, gente di ogni età, gente libera.

Qualche ora dopo, vista la mia curiosità, Giorgio gentilmente mi ha raccontato che questo parco era stato preso di mira per costruire una serie di condomini e aree Regionali a cui la popolazione, insieme a questi ragazzi si è opposta con tutte le forze riuscendo a “guastare” la festa a quelli che volevano cementificare tutto e rendendolo per sempre una area verde per respirare aria pura e godere il sole e la luce.

Sono rimasto colpito da queste gesta in una città dove è arduo e a volte pericoloso compierle e sono rimasto invece pieno di ammirazione nel vedere il viso di questo ragazzo che raccontava la loro storia, senza arroganza, prepotenza, ma con grande unmiltà e civiltà.

Grazie che ci siete, qualunque gesto o cosa si possa fare per tenere viva la vostra “fiamma” si dovrà fare perchè è da queste piccole azione che il buon seme dell’antropcene si divulga fra la gente e le terre.

Grazie!

17.03.11 Parco Uditore - Palermo

re: Taffy

Lui era quello della Famiglia più di tutti, sorrideva sempre, trovava sempre una soluzione pacifista, tutti lo amavano, scherzava con la vita, l’amava e la odiava, sapeva conviverci, uno sgambetto ce l’ha portato via, oggi sono 40 anni!

Taffy a Sant’Andrea bagni 1975

 

Dicevo a mio Figlio stamani, che uno Zio così sarebbe stato quello migliore, anche con i suoi nipoti, lo vedo a fare programmi  e scorazzate tra mari e monti, cittá e verdi pianure con quel modo che aveva di fare star bene tutti, e loro lo avrebbero amato, adorato, difeso da chiunque.

Noi ad Atene 1976

 

Giusto parlare di chi non c’è più qui su questa terra, per me, anche se fisicamente è andato via, nel mio cuore non lo è mai, lui c’è, con quel suo sorriso e bontà, sempre.

Ciao Taffy!

Riccione 1975 – Villa Papini

Firenze 1976 – Piazza Santa Croce

re: a beautiful song

I just want to share this beautiful song (sad but a must) from a musician that I just discovered, Sufjan Stevens and link also to an Italian blogger that made a great description of the theme of this song.

https://lafinesoltanto.wordpress.com/2010/11/08/una-bella-canzone-triste-casimir-pulaski-day-di-sufjan-stevens/

Happy new year to you all!

 

 

“Casimir Pulaski Day”
D,C,Am,G

Re, Do, Lam, Sol

2, 3, 4

Goldenrod and the 4H stone
The things I brought you
When I found out you had cancer of the bone

Your father cried on the telephone
And he drove his car into the Navy yard
Just to prove that he was sorry

In the morning, through the window shade
When the light pressed up against your shoulder blade
I could see what you were reading

All the glory that the Lord has made
And the complications you could do without
When I kissed you on the mouth

Tuesday night at the Bible study
We lift our hands and pray over your body
But nothing ever happens

I remember at Michael’s house
In the living room when you kissed my neck
And I almost touched your blouse

In the morning, at the top of the stairs
When your father found out what we did that night
And you told me you were scared

All the glory when you ran outside
With your shirt tucked in and your shoes untied
And you told me not to follow you

Sunday night when I cleaned the house
I found the card where you wrote it out
With the pictures of your mother

On the floor at the great divide
With my shirt tucked in and my shoes untied
I am crying in the bathroom

In the morning when you finally go
And the nurse runs in with her head hung low
And the cardinal hits the window

In the morning in the winter shade
On the first of March, on the holiday
I thought I saw you breathing

All the glory that the Lord has made
And the complications when I see his face
In the morning in the window

All the glory when he took our place
But he took my shoulders and he shook my face
And he takes and he takes and he takes

re: ma anche a 57 anni l’autostop funziona ancora

Nel mio viaggio in Francia in bici mi trovavo a Ducey ed essendo anche in procinto di preparare una Maratona il 9 Ottobre prossimo, devo fare sempre i conti con la strada da correre, la fascite e la tendinite, rompi compagne di avventure.

Ho deciso che sarei andato a Mont Saint Michel, meta del mio viaggio, a piedi.

Le indicazioni segnavano 19 chilometri e andata e ritorno avrei camminato e cercato di correre un poco. (consigli di Fulvio)

Non certo della performance nella corsa dovendo portarmi dietro almeno un po di cambi e maglie per il ritorno ho deciso di correre 15K subito al mattino e poi andare a Mont Saint Michel solo a piedi.

E così ho fatto, soltanto che l’indicazione chilometrica era errata e anzichè 19K erano 27 e avanti e indietro diventava troppo considerando anche i 15 al mattino.

Così uscito da Mont Saint Michel ho fatto qualche chilometro fino ai parcheggi e ho chiesto come tornare e mi hanno spiegato che l’unico mezzo erra chiamare un taxi o…. l’autostop anche se mi guardavano già stranamente.

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Uno dei bigliettari dell’autobus mi ha dato gentilmente carta e penna e ho scritto la mia destinazione, sono andato fuori dai parcheggi e ho messo fuori il dito con il mio bigliettino.

Mi sentivo un po in imbarazzo perchè erano praticamente 40 anni con non facevo l’autostop ma coraggio…. ci sono riuscito tanto 40 anni fa perchè ora no?

E con grande sorpresa dopo la terza auto si è fermata una coppia di ragazzi di cui uno lavora come cameriere in un ristorante dentro Mont Saint Michel che mi ha detto che non andava a Ducey ma a 6 chilometri e così mi hanno preso su e lasciato ad una rotonda a “soli” 6 K da Ducey. Di nuovo fuori il dito, sono passate 11 auto, di rado per altro, e già mi sentivo di doverla fare a piedi anche se i piedi erano cotti e anche tutto il resto dopo una giornata intera a camminare sotto il sole e la 12ma….. si è fermata!

Un tipo simpatico ed in auto c’era un odore terribile, era un veterinario delle vacche e girava nella fattorie a fare i vari controlli e vaccinazioni.

Stava anche lui a Ducey in albergo ma era di Rennes.

E fra l’altro vedendo la stanchezza mi ha accompagnato davanti al mio alloggio.

Ho sorriso, a 57 anni si può fare e la gente è contenta di farlo.

 

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re: Soul and body – Parvin Etesami

During my trip to Iran, in the city of Shiraz, visiting the Tomb of Hafez with my Son and friend Mohammad Hasani, I bought a book with the most important Iranian poets and found this wonderful lady. Parvin Etesami and here you can read her interesting biography:

https://en.wikipedia.org/wiki/Parvin_E’tesami

I transcribed this poem that I share willingly:

Soul and body

A certain child had a red garb, he was happy with this garb for a many days.
He cherished it like his own soul, regarded it much better then sweetmeat.
He accounted it as property and wealth, every hour he wiped out the dust from it.
He concealed it from the evil eyes, when he looked at its red colour, bloomed like a rose.
If a drop of tear cast on its skirt, the small child sucks that bright tear’s drop.
If a thread was blow out its sleeve, he ran to her
mother to repair it.
At the time of playing in the plain or desert, he crossed the children turning his nose up at them.
That garb made many troubles among the children, for all of them wished to borrow it.
All the hearts were at the stake of it, for all the children like the new clothes.
At the time of departure, he was the leader of the folk; at the time of banquet or playing, he assigned the kind of the children.
Now a child brought him a delicious fruit inviting him to the village.
Now another child sat softly and gently beside him to touch his red garb for a moment.
One day that playful and prideful child was playing with other children, he stumbled over a hill.
Thorns and thistles rent his garb and his head broken by bouncing a rock.
The wretched boy disregarded his broken head, as he beheld the rent garb he started to cry.
Although a lot of blood flowed from his head, he was shedding tears for his garb.
If we look through the eye of heart, my friend we are like that children in many ways.
Our colourful garb is our avarice and airs, whatever inflicted upon us rooted in our greed.
Our desires are fat, our reason is lean, we have passed many years, but we are child yet.
We have set aside our soul thinking of our body, our body rotted away and yet we are concerning for our shirt.
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Iranian photographers

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The Tomb of Hafez in Shiraz

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A good reader of poetry

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Mohammad Hasani and Teodoro

 

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