re: 10 anni

10 anni, sembrano un soffio di vento che passa via, non me ne sono accorto, eppure tante cose sono accadute in questi 10 anni.

Oggi mi sembra un giorno da festeggiare come il compleanno. Una data che ti ricordi tutta la vita, nel momento che ti si ferma il cuore ti rendi conto che la vita va solo se va il cuore e per me, 10 anni fa, questa è stata una grande lezione.

Crediamo di essere un Dio in terra, imbattibili, insuperabili, eterni, ma quando ti arriva un infarto in pochi attimi ti rendi conto di quanto siamo vulnerabili, quanto la nostra vita sia un regalo da assaggiare ogni giorno.

Stamattina sono uscito in bicicletta per andare a Pavia e ritornare, avevo bisogno di pensare a questo giorno, senza alcuna conclusione, ma solo con i ricordi di quanto successe allora e dell’oggi.

Io ero esterrefatto, colpito, quasi abbattuto, provato, ma sempre con quell’ottimismo innato che mi accompagna e che mi diede ancora una volta la forza di uscirne fuori.

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Oggi ho detto tante volte grazie, quel momento è stato come una illuminazione e credo che qualsiasi momento tragico della vita lo sia e che sta a noi condividerlo nei rapporti umani, nel nostro cammino e nel nostro cuore.

 

re: a beautiful song

I just want to share this beautiful song (sad but a must) from a musician that I just discovered, Sufjan Stevens and link also to an Italian blogger that made a great description of the theme of this song.

https://lafinesoltanto.wordpress.com/2010/11/08/una-bella-canzone-triste-casimir-pulaski-day-di-sufjan-stevens/

Happy new year to you all!

 

 

“Casimir Pulaski Day”
D,C,Am,G

Re, Do, Lam, Sol

2, 3, 4

Goldenrod and the 4H stone
The things I brought you
When I found out you had cancer of the bone

Your father cried on the telephone
And he drove his car into the Navy yard
Just to prove that he was sorry

In the morning, through the window shade
When the light pressed up against your shoulder blade
I could see what you were reading

All the glory that the Lord has made
And the complications you could do without
When I kissed you on the mouth

Tuesday night at the Bible study
We lift our hands and pray over your body
But nothing ever happens

I remember at Michael’s house
In the living room when you kissed my neck
And I almost touched your blouse

In the morning, at the top of the stairs
When your father found out what we did that night
And you told me you were scared

All the glory when you ran outside
With your shirt tucked in and your shoes untied
And you told me not to follow you

Sunday night when I cleaned the house
I found the card where you wrote it out
With the pictures of your mother

On the floor at the great divide
With my shirt tucked in and my shoes untied
I am crying in the bathroom

In the morning when you finally go
And the nurse runs in with her head hung low
And the cardinal hits the window

In the morning in the winter shade
On the first of March, on the holiday
I thought I saw you breathing

All the glory that the Lord has made
And the complications when I see his face
In the morning in the window

All the glory when he took our place
But he took my shoulders and he shook my face
And he takes and he takes and he takes

Auguri per un Anno migliore.

Grazie a questo importante contributo che condivido pienamente, auguro Buon Anno a tutti.

Happy new Year to all!

 

Non mi sono sentito di dire Buon Natale. Di fronte ad un mondo che alza i suoi muri più o meno alti, non può essere un Buon Natale. Se fosse che, davvero, il Buon Natale recupera il senso vero e pr…

Sorgente: Auguri per un Anno migliore.

re: Chicago Marathon

Oggi ho corso la mia 15a Maratona a Chicago, bella città, la mia preferita negli Stati Uniti, tanta gente e un fiume di spettatori lungo tutto il percorso.

Il mio tendine è stato bravo, nonera una  Maratona da correre forte ma da portare fino in fondo ed a parte uno stop dal 23mo al 27mo chilometro, tutto è andato perfetto.

Arrivo al Millenium Park.


Ho incontrato casualmente Elena, Caterina ed Alessandra alla partenza.


Con Teodoro appena dopo la Maratona.

Festeggiamenti serali con due amici Romani, Mauro ed Enrico

La bandiera Greca su un piatto a sorpresa!


La vista stupenda e senza fiato –

John Hancock center

re: sunset on the Chicago river

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re: tendinite fascite plantate

Da alcuni mesi sto soffrendo di questo fastidioso dolore che non lascia scampo allo smettere di correre per farlo guarire.

A parte l’aiuto delle onde d’urto e dell’aiuto dell’amico Sergio Migliorini, oltre al ghiaccio, grande alleato, ho scoperto a Londra in Aprile, durante la Maratona, questo paio di calze proprio per la tendinite.


La societá si chiama Falke e sono andato a vedere il loro sito:

http://www.falke.com/cy_en/sport/

Dopo tanti mesi, oggi sono riuscito a correre 20K non stop, grazie anche a queste calze ottime.

re: ma anche a 57 anni l’autostop funziona ancora

Nel mio viaggio in Francia in bici mi trovavo a Ducey ed essendo anche in procinto di preparare una Maratona il 9 Ottobre prossimo, devo fare sempre i conti con la strada da correre, la fascite e la tendinite, rompi compagne di avventure.

Ho deciso che sarei andato a Mont Saint Michel, meta del mio viaggio, a piedi.

Le indicazioni segnavano 19 chilometri e andata e ritorno avrei camminato e cercato di correre un poco. (consigli di Fulvio)

Non certo della performance nella corsa dovendo portarmi dietro almeno un po di cambi e maglie per il ritorno ho deciso di correre 15K subito al mattino e poi andare a Mont Saint Michel solo a piedi.

E così ho fatto, soltanto che l’indicazione chilometrica era errata e anzichè 19K erano 27 e avanti e indietro diventava troppo considerando anche i 15 al mattino.

Così uscito da Mont Saint Michel ho fatto qualche chilometro fino ai parcheggi e ho chiesto come tornare e mi hanno spiegato che l’unico mezzo erra chiamare un taxi o…. l’autostop anche se mi guardavano già stranamente.

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Uno dei bigliettari dell’autobus mi ha dato gentilmente carta e penna e ho scritto la mia destinazione, sono andato fuori dai parcheggi e ho messo fuori il dito con il mio bigliettino.

Mi sentivo un po in imbarazzo perchè erano praticamente 40 anni con non facevo l’autostop ma coraggio…. ci sono riuscito tanto 40 anni fa perchè ora no?

E con grande sorpresa dopo la terza auto si è fermata una coppia di ragazzi di cui uno lavora come cameriere in un ristorante dentro Mont Saint Michel che mi ha detto che non andava a Ducey ma a 6 chilometri e così mi hanno preso su e lasciato ad una rotonda a “soli” 6 K da Ducey. Di nuovo fuori il dito, sono passate 11 auto, di rado per altro, e già mi sentivo di doverla fare a piedi anche se i piedi erano cotti e anche tutto il resto dopo una giornata intera a camminare sotto il sole e la 12ma….. si è fermata!

Un tipo simpatico ed in auto c’era un odore terribile, era un veterinario delle vacche e girava nella fattorie a fare i vari controlli e vaccinazioni.

Stava anche lui a Ducey in albergo ma era di Rennes.

E fra l’altro vedendo la stanchezza mi ha accompagnato davanti al mio alloggio.

Ho sorriso, a 57 anni si può fare e la gente è contenta di farlo.

 

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